Mercoledì, 21 Aprile 2021
Roma

Coronavirus, dimessa a Roma la coppia cinese: furono il primo caso ufficiale in Italia

I due coniugi originari di Wuhan sono stati i primi casi di Covid-19 in Italia. Sono stati dimessi dall’ospedale San Filippo Neri dopo una riabilitazione di un mese

La coppia di coniugi cinesi, primo caso accertato in Italia di Covid-19 Coronavirus, durante il trasferimento, dopo essere guariti dal virus, dall'ospedale Spallanzani presso un altra struttura per la riabilitazione, Roma, 19 marzo 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

Sono stati dimessi i due cittadini cinesi provenienti a Wuhan e ricoverati a Roma, primi contagiati registrati in Italia. Dopo essere stati curati all’ospedale Spallanzani, dove sono rimasti per 49 giorni, i due sono stati trasferiti al San Filippo Neri per completare la riabilitazione durata un mese e oggi sono stati dichiarati ristabiliti e quindi dimessi. L’annuncio è arrivato dall’Asl Roma 1, nel bollettino della task force della Regione Lazio. I due cittadini cinesi, marito e moglie, “hanno dunque concluso il periodo di riabilitazione e sono in ottime condizioni”, ha fatto sapere l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, aggiungendo che i coniugi “hanno preannunciato una lettera di ringraziamento alle strutture sanitarie che li hanno salvato e avuti in cura”.

Coronavirus, Vaia (Spallazani): “Orgogliosi di aver salvato la coppia cinese”

Le dimissioni dall'ospedale San Filippo Neri di Roma della coppia cinese, i primi pazienti positivi al Covid-19 in Italia, ”al di là del valore scientifico e dell'orgoglio come Spallanzani per aver salvato loro la vita, hanno per me un valore personale importantissimo. È una bella notizia”, ha detto il direttore sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, che all'Adnkronos Salute ha commentato la dimissione dei due coniugi. "La mia mente - ricorda Vaia - non può che tornare al giorno in cui sono andati via dal nostro istituto, alle lacrime di gioia della signora e alla mia commozione intensa e profonda mentre lei mi diceva tenendomi le mani: 'I love you, I love Spallanzani, I love Italy'. Non dimenticherò mai il loro sincero e affettuoso 'grazie per averci salvato la vita'".

I due - ingegnere biochimico di 66 anni lui, umanista di 65 anni lei - erano arrivati in Italia lo scorso 23 gennaio. Dopo essere atterrati all’aeroporto di Malpensa insieme a una comitiva di connazionali, si erano poi spostati a Roma dove il 29 gennaio erano stati soccorsi in un albergo del centro dove alloggiavano. Per loro si erano aperte le porte dell’ospedale Spallanzani, dove sono stati ricoverati in terapia intensiva prima che le loro condizioni migliorassero. 
 

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