Venerdì, 26 Febbraio 2021

Gli infermieri contagiati da nord a sud

Venticinque infermieri positivi al Sars-CoV-2 negli ultimi 20 giorni. Il sindacato Nursing Up: Eravamo e siamo consapevoli che l'emergenza sarebbe tornata e siamo pronti a lottare"

La conta dei contagi secondo un sindacato di categoria è allarmante. Venticinque infermieri positivi al Sars-CoV-2 da Nord a Sud solo nell'arco di tempo che intercorre dallo scorso 8 settembre a oggi. E' il vero e proprio "bollettino di guerra" che si registra nelle strutture della pubblica sanità nel nostro Paese. Sono i dati ufficiali che arrivano dalle asl locali e dagli organi di informazione a mettere a nudo una situazione che evidenzia come per gli infermieri l'emergenza, in realtà, non è mai finita.

Gli infermieri contagiati in Italia: 25 solo a settembre

"Con i nostri referenti regionali, ogni giorno" - dice Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, "monitoriamo la situazione all'interno degli ospedali. Il quadro è davvero allarmante e le prossime settimane lasciano immaginare solo un peggioramento della situazione, con gli infermieri italiani sempre e costantemente impegnati in prima linea ed esposti come nessun altro al rischio Covid. I dati del resto parlano chiaro e non lasciano adito a dubbi".

"In un arco di tempo che va dal giorno 8 settembre scorso fino al giorno 28 settembre abbiamo i 5 contagi di Ragusa (8 settembre), i 4 casi di Alessandria (tutte infermiere donne) del 12 settembre, e poi 1 contagio a Genova (12 settembre), ben 5 casi al Cardarelli di Napoli (14 settembre), un caso di contagio a Potenza (23 settembre), ben 5 casi a Castellammare di Stabia (25 settembre) che fanno della Campania la regione più colpita anche per contagi di colleghi infermieri, infine Perugia con l'allarmante e recente caso di tre infermieri del reparto di nefrologia (28 settembre) e il ciclo terribile si chiude con Foggia, sempre 28 settembre, con 1 contagio".

"Sapevamo che l'emergenza sarebbe tornata e siamo pronti a lottare"

"Di fronte a questi numeri è giusto chiedersi che futuro ci aspetta. Noi infermieri - continua De Palma - siamo consapevoli dei rischi che corriamo dal primo giorno dell'esplosione di questa terribile emergenza. Oggi conosciamo meglio questo agente virale, ci siamo aggiornati durante questa estate di calma apparente e abbiamo addirittura studiato per conto nostro per comprendere meglio quali sarebbero stati i nuovi rischi da affrontare. Eravamo e siamo consapevoli che l'emergenza sarebbe tornata e siamo pronti a lottare per difendere la salute dei cittadini, mettendo anche a rischio la nostra vita. Ma mentre noi continuiamo a metterci la faccia, ogni giorno, ci chiediamo chi e in che modo sosterrà la nostra battaglia".

"Ci riferiamo ai datori di lavoro, al Governo, alle Regioni, a coloro che hanno la responsabilità di tutelare i dipendenti della sanità pubblica. Per queste ragioni scenderemo in piazza il prossimo 15 ottobre a Roma al Circo Massimo. Non solo per gli adeguamenti contrattuali e gli aumenti in buste paga. Ma per urlare la rabbia, la paura, l'ansia, che quanto è accaduto a marzo nelle corsie non si ripeta. Disorganizzazione, turni massacranti, colleghi inesperti lanciati allo sbaraglio, mancanza di adeguati strumenti di difesa. E allora guardiamoci negli occhi. E' l'ennesimo invito alla classe dirigente. Prima che sia tardi, metteteci nella condizione di combattere con le spalle coperte. Perché al fronte ci siamo noi e non voi. Perché a rischio contagio ci siamo noi e non voi. Perché a noi potete anche voltare le spalle di nuovo, tanto prima o poi ne risponderete. Ma non perdiamo di vista il primo obiettivo: difendere la salute dei cittadini. E solo armati di tutto punto possiamo ingaggiare una nuova lotta contro il nemico che non sia improba e dall'esito infausto".

Il premio alle infermiere

Nella giornata di ieri la Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha assegnato il riconoscimento «Donne e Covid-19» a 3 operatrici sanitarie dell'ospedale Sant'Anna di Torino che si sono distinte per l’assistenza e la cura ai pazienti durante l’emergenza pandemica.

A consegnare il premio è stato Mattia Maestri, il paziente 1 di Codogno, in occasione della presentazione del quarto Congresso Nazionale della Fondazione: la cerimonia è avvenuta a Palazzo Lombardia sede della Regione. Si tratta di Rita Musso (coordinatrice infermieristica Pre-triage), Tiziana Adamo (coordinatrice ostetrica Sala Parto) e Giuseppina Poppa (coordinatrice ostetrica Pronto soccorso). Eroi quotidiani nell'Italia del Covid-19.

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