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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Crisi economica / Italia

Crisi, italiani sfiduciati: "Il 90% non crede alla ripresa nel 2013"

Da un sondaggio Confesercenti emerge un quadro fosco. Gli italiani sono sempre più pessimisti e scettici sulla rapida uscita dalla crisi economica

Il 2012 è stato un anno decisamente nero per gli italiani: la crisi ha colpito l'80% delle famiglie. I numeri sono davvero impressionanti. Quattro italiani su dieci non sono riusciti ad arrivare a fine mese con i propri guadagni, mentre l'86% ha ridotto le spese. È questo il quadro che emerge dal Sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato.

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Nel 2012 il 41% degli interpellati dichiara di non riuscire ad arrivare a fine mese, né con il proprio reddito né con quello familiare. E se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest'anno la percentuale cala bruscamente al 59%. Cresce invece di 5 punti rispetto a due anni fa il numero di coloro che ce la fanno solo fino alla seconda settimana (ora il 23% del campione), mentre sale di ben 8 punti la platea di chi arranca fino al traguardo della terza settimana (passando dal 20% del 2010 al 28% del 2012). L'80% degli intervistati segnala che la crisi ha colpito anche il proprio nucleo familiare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha invece tagliato sulle attività di svago. Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italiane che hanno registrato: la perdita del posto di lavoro (il 14%) o la cassa integrazione per uno dei suoi membri (il 6%).

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Il sondaggio rivela che gli italiani sono sempre più pessimisti e scettici sulla rapida uscita dalla crisi economica. Quasi nove su dieci non credono in un miglioramento, nel 2013, della situazione economica italiana che, anzi, potrebbe peggiorare.

La salute dell'economia italiana è giudicata negativamente dall'87% del campione. In particolare, il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell'1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione più positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%).

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