Mercoledì, 28 Luglio 2021
CRISI CASA

Sempre più famiglie non riescono a pagare l'affitto: 86 sfratti al giorno nel 2013

I dati del ministero dell'Interno confermano una tendenza: il 2013 è stato l'annus horribilis per il diritto alla casa, con un aumento degli sfratti del 7,70%

Se tra 2011 e 2012 i dati del ministero dell'Interno mostravano una lieve diminuzione degli sfratti del 3,3%, il 2013 sembra essere l'annus horribilis per chi è in affitto: tra gennaio e dicembre le richieste di esecuzione di sfratto in tutta Italia sono state 129.577. In tutto il 2012 erano stati richiesti 121 mila sfratti. Confermata quindi la tendenza che era stata anticipata dal rapporto del mistero soltanto sul primo semestre del 2013.

Lo stesso vale per gli sfratti eseguiti: nel 2012 in tutta Italia sono stati eseguiti 27.695 sfratti. Nel 2013 invece sono stati 31.399, praticamente 86 sfratti al giorno. La città in cui l'emergenza abitativa sembra essere più acuta è la Capitale: solo a Roma sono stati emessi 10.658 provvedimenti e ben 3493 gli sfratti eseguiti.  La regione in cui l'emergenza è più grave è anche quella più popolosa: la Lombardia 'vanta' il primato sia di richieste (45,591) sia di sfratti eseguiti (6.023).

Osservando meglio i dati ministeriali si scopre un altro aspetto di quest'emergenza: in tutta Italia 5.424 sono le richieste di sfratto per finita locazione. Invece ben 65.302 sono per morosità, ovvero per l'impossibilità da parte degli inquilini di pagare l'affitto. Quasi il degli inquilini sotto sfratto non può pagare il canone richiesto. Un problema riconducibile alla crisi, all'aumento della disoccupazione e quindi a una disponibilità economica ridotta da parte delle famiglie. In percentuale rispetto all'anno precedente, nel 2013 gli sfratti eseguiti sono aumentati del +7,70%, le sentenze di sfratto del +4,37%.

In realtà nel decreto mille proroghe, su pressione dei movimenti per il diritto all'abitare e di tutte le realtà che sono scese in piazza il 19 Ottobre, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi aveva inserito un 'blocco degli sfratti'. Il problema però è che tale provvedimento non includeva chi viene sfrattato per morosità.

L'Unione degli Inquilini è riuscita a prolungare quel blocco di sei mesi, ma è la stessa associazione ad ammettere che il provvedimento non fa fronte alle necessità del 'Paese reale': "Un dramma senza fine, al quale corrisponde un'assoluta inadeguatezza di politiche abitative da parte del Governo ma anche di Regioni e Comuni. Un esempio? Da otto mesi attendiamo la pubblicazione del decreto attuativo sulla morosità incolpevole" scrivono dall''Unione degli inquilini.

Dello stesso parere anche l'Associazione Sindacale di Inquilini e Abitanti (AS.I.A.) che attacca le scelte del governo sulle politiche abitative: "Il decreto casa approvato dal governo Renzi non affronta questo grave problema abitativo, se non con misure assolutamente insufficienti tese a favorire solo i proprietari delle case. Risulta quindi particolarmente odiosa l'approvazione dell'art. 5 che vieta la residenza e le utenze a chi, di fronte a questa grave situazione, si è visto costretto ad occupare un alloggio dismesso o fabbricati abbandonati” dice Angelo Fascetti del sindacato di base.

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