Giovedì, 17 Giugno 2021
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Denise Pipitone, accertamenti su una ragazza di Scalea: "Forte somiglianza"

C'è stata un'accelerazione nelle scorse ore. Controlli a Scalea (Cosenza) dopo la segnalazione di una giovane donna che sarebbe molto somigliante alla bambina scomparsa il primo settembre 2004 a Mazara del Vallo

Nuovo capitolo nel caso Denise Pipitone. C'è stata un'accelerazione nelle scorse ore. Controlli a Scalea (Cosenza) dopo la segnalazione di una giovane donna che sarebbe molto somigliante alla bambina scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo. La ragazza, di famiglia rom, sarebbe già stata ascoltata dai carabinieri, su input della Procura di Marsala, che ha aperto un nuovo fascicolo di indagine sul caso.

Denise Pipitone, controlli su una 21enne di Scalea

Secondo quanto si apprende, la ragazza non si è sottratta in alcun modo alle verifiche e avrebbe fornito i nomi dei genitori e altre informazioni utili a ricostruire il suo passato. Di tutti gli ultimi sviluppi è stata informata la Procura della Repubblica di Marsala: saranno gli inquirenti, e solo loro, a decidere se procedere o meno con la comparazione del Dna. L'indagine prosegue e tutti gli accertamenti necessitano della massima cautela. C'è grande riserbo. Non è dato sapere chi sia stato a segnalare alle forze dell'ordine la somiglianza tra la giovane donna che vive in Calabria e Denise Pipitone. Si attendono novità nelle prossime ore.

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La piccola Denise Pipitone fu vista l'ultima volta la mattina del primo settembre 2004, mentre giocava in strada nei pressi di casa sua a Mazara del Vallo, all'angolo tra le vie Castagnola e La Bruna. Ad accorgersi che la bambina era scomparsa fu la nonna, che diede l'allarme. Seguirono giorni di ricerche febbrili, con decine di segnalazioni, ma della bambina non fu trovata traccia. L'estate scorsa la procura di Marsala ha diffuso la ricostruzione fotografica dell'aspetto che avrebbe oggi (foto seguente), elaborata dal team dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche su input dei pubblici ministeri. Un identikit effettuato attraverso "l'age progression", una stima di invecchiamento che permette di ipotizzare come Denise Pipitone potrebbe essere oggi, a 20-21 anni.

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Denise Pipitone scomparsa a Mazara: tutte le tappe dal 2004 al 2021

Sono passati 17 lunghi anni da quel primo giorno di settembre del 2004. Ci sono stati processi, avvistamenti, piste false, appelli disperati della madre, Piera Maggio. Ma di Denise Pipitone si sono perse le tracce, svanita nel nulla. Gli inquirenti iniziarono sin da subito, dalle prime ore, a cercarla, ovunque. Anche se mamma Piera più volte ha lamentato falle nelle ricerche, nelle varie inchieste. Un mese e mezzo dopo la scomparsa arrivò una segnalazione. È il 18 ottobre 2004 e a Milano una guardia giurata notò un gruppo di nomadi: un uomo, due donne e tre bambini piccoli. Una bimba aveva la testa coperta da un cappuccio. Anche se faceva molto caldo. Sembrava assomigliare alla piccola Denise.

Denise Pipitone video guardia giurata a Milano-2

Non se ne saprà più nulla, mai. Quella della guardia giurata rimane probabilmente a oggi la segnalazione più credibile e quella attorno alla quale ci sono più rimpianti. Il calvario di Piera Maggio era solo all'inizio. Nel frattempo le indagini proseguirono e scandagliano la vita privata di Piera Maggio e di tutta la sua famiglia. Emerse come Denise non fosse la figlia naturale del marito di Piera Maggio, Toni Pipitone, che lavorava in Germania. Ma di Piero Pulizzi, che era il marito di un'amica della sorella di Piera, un uomo sposato che aveva avuto una relazione con lei. Da questa relazione sentimentale era nata la piccola Denise. Nel frattempo Piero Pulizzi divorziò dalla moglie, Anna Corona. La figlia più grande, Jessica Pulizzi, allora 17 anni, finì sotto la lente degli investigatori. A suo carico c'è una sola confusa intercettazione ambientale, molto discussa: una conversazione tra Jessica Pulizzi e la madre Anna Corona, negli uffici della Polizia, dove dovevano essere interrogate. Una frase risentita mille volte, da accusa e difesa. Detta in dialetto. "Io a casa c'a purtai (a casa gliela portai)'', dice Jessica. Per gli investigatori dell'epoca una frase chiave. Così la ragazza viene accusata di sequestro in concorso.

Secondo un'ipotesi investigativa della Procura Jessica avrebbe portato prima Denise a casa del padre e non trovandolo l'avrebbe consegnata ad altre persone. Che, però, non sono mai state individuate. Poi ci sono altre segnalazioni. Come quella della ragazzina che nel 2015 scrisse su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia. Era un falso. E la ragazzina venne smascherata dal programma 'Chi l'ha visto?' di Federica Sciarelli. Dolore che si aggiunse a dolore.

Nel frattempo, Jessica finì sotto processo, con l'ex fidanzatino accusato di false dichiarazioni ai pm. Ma dopo vari processi la ragazza è stata assolta, anche in appello. Il pm nel 2015 ha chiesto la condanna a 15 anni di carcere. Non accolta dalla Corte d'appello. Nel processo d'appello venne poi fuori un'altra intercettazione ambientale, che risaliva all'11 ottobre 2004, cioè un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola Denise. Un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri magnetici, fece ascoltare una frase ritenuta interessante. A suo avviso Jessica diceva alla sorella minore: ''Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise ndr). A quel punto la Procura di Marsala aprì un altro fascicolo per omicidio e Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, diventò la principale indiziata. Ma quella conversazione era 'sporca', cioè non si sentiva bene. Dunque non era utilizzabile. Nessuna responsabilità accertata. La ragazza negò con forza di avere mai accusato la madre pronunciando una frase del genere. Per la donna è stata poi chiesta l'archiviazione. Il 19 aprile 2017 Jessica Pulizzi è stata ancora assolta. Lei non ha nulla a che fare con la scomparsa della piccola secondo la giustizia italiana. Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Orsi aveva parlato di ''assenza di indizi e prove certe''. Secondo il procuratore non c'erano elementi per dimostrare ''che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia effettivamente compiuto''.

Anche la pista russa di recente  si è rivelata falsa, con il suo carico di dolorosa spettacolarizzazione. La scomparsa di Denise resta un giallo fitto, senza soluzione. C'è però una famiglia che continuerà sempre a cercarla, e lo farà fino all'ultimo. "Denise non è sparita nel nulla, è stata sequestrata sotto casa mia e non è stato uno qualsiasi. Chi l’ha presa sapeva molto bene quello che faceva" ha detto in passato Piera Maggio, che ribadisce il peso che avrebbero avuto alcuni errori commessi nelle indagini nell'immediato. "I primi momenti sono fondamentali. Fu controllata una casa sbagliata. Spero che qualcuno si metta una mano sulla coscienza, mi rivolgo a chi sa e non parla". Oggi arrivano nuovi aggiornamenti da Scalea. L'ennesima tappa di una vicenda che da 17 anni tiene l'Italia con il fiato sospeso.

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