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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Crisi economica

Bankitalia vede nero: disoccupazione al 12% nel 2014

Le stime del bollettino della Banca d'Italia: nel 2013 il Pil rivisto al ribasso a -1%. Aumenta la recessione, ma la ripresa arriverà in estate

ROMA - Brutte notizie dal bollettino economico elaborato dalla Banca d'Italia. La disoccupazione aumenterà ancora, toccando il 12% nel 2014.

Secondo Bankitalia, "il graduale recupero dell'attività produttiva consentirebbe una stabilizzazione del mercato del lavoro nel prossimo anno, ma non ancora un'inversione di tendenza, anche in considerazione dei consueti ritardi di trasmissione del ciclo economico alla domanda di lavoro". Intanto peggiorano le stime sul Pil nel 2013, anche se nel secondo semestre dovrebbe arrivare la ripresa, seppure debole e incerta.

Attese negative per la situazione nel mercato del lavoro, con più cassa integrazione e disoccupati, e le prospettive "restano sfavorevoli", sottolinea la Banca d'Italia nel bollettino economico, secondo cui "gli effetti della recessione non si sono finora riflessi in una caduta dell'occupazione, ma hanno determinato soprattutto un maggiore ricorso alla cassa integrazione e un aumento delle persone in cerca di lavoro che ha spinto verso l'alto il tasso di disoccupazione, in particolare quello giovanile, che nel terzo trimestre del 2012 - sottolinea Via Nazionale - era superiore di oltre 6 punti percentuali rispetto a un anno prima".

Si profila, aggiunge Bankitalia, "un'ulteriore flessione della domanda di lavoro nei prossimi mesi. Il tasso di posti vacanti, già basso, si è ancora ridotto (da 0,7% a 0,5% delle posizioni lavorative attive nel terzo trimestre) e le inchieste congiunturali segnalano in prospettiva un nuovo calo della manodopera dipendente".

Per il 2013 la stima sul Pil è stata rivista al ribasso a -1% (da -0,2%), "per effetto del peggioramento del contesto internazionale e del protrarsi della debolezza dell'attività nei mesi più recenti". Tuttavia, "lo scenario prefigura un ritorno alla crescita nella seconda metà dell'anno, sia pure su ritmi modesti e con ampi margini di incertezza".

"La svolta ciclica - spiega Via Nazionale - sarebbe resa possibile dalla graduale ripresa degli investimenti, a seguito della normalizzazione delle condizioni di finanziamento, del recupero della domanda nell'area euro e del parziale miglioramento del clima di fiducia". In questo quadro, la dinamica del Pil dovrebbe tornare "lievemente positiva nel 2014", con una crescita dello 0,7%.

L'Italia, quindi, è ancora in recessione e nel 2012 il Pil è crollato del 2,1%: "La fase recessiva è proseguita nella seconda metà dell'anno scorso, attenuandosi", e nel quarto trimestre ci sarebbe stato un nuovo calo del Pil, "il sesto consecutivo, nell'ordine di mezzo punto percentuale". Al momento, "non emergono ancora segnali di un'inversione ciclica nei mesi iniziali del 2013" e "l'attività economica rimarrebbe debole anche nel primo trimestre del 2013".

Il Pil, sottolinea Via Nazionale, "sarebbe sceso di poco più del 2% nella media dello scorso anno, sostanzialmente in linea con quanto previsto in luglio. La domanda interna non ha ancora raggiunto un punto di svolta", ma sono emersi "lievi segnali di stabilizzazione e si è arrestata la prolungata fase di deterioramento dei giudizi delle imprese sulle prospettive dell'economia".

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