Lunedì, 21 Giugno 2021
Le storie infrante del Mottarone / Verbano-Cusio-Ossola

La gita in montagna, poi l'incubo: la famiglia spezzata sul Mottarone

Tra le 14 vittime della tragedia avvenuta sulla funivia Stresa-Mottarone c'è anche la famiglia di Amit Biran 30enne israeliano che viveva a Pavia insieme alla moglie Tale Peleg e ai figlioletti Tom e Eitan, l'unico sopravvissuto alla tragedia. Con loro sono morti anche i nonni della ragazza, giunti in Italia da Tel Aviv

Amit Biran, la moglie Tal Peleg e il piccolo Tom (Foto Ansa)

Per Amit Biran e la moglie Tal Peleg doveva essere una gita in famiglia, un momento per stare tutti insieme all'aria aperta dopo il periodo di chiusura. Da Tel Aviv erano arrivati anche i nonni della ragazza per stare con i bambini, invece, quella che doveva essere una domenica di spensieratezza, si è trasformata in un incubo di lamiere nella funivia del Mottarone dove ieri, domenica 23 maggio, hanno perso la vita 14 persone.

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 Tra queste c'era proprio la famiglia di Amit Biran e Tal Peleg, 30 anni lui, 26 lei, residenti a Pavia, morti insieme al piccolo Tom di soli due anni e ai nonni della ragazza, Barbara Cohen Konisky, di 71 anni, e Itshak Cohen, di 82, giunti dall'Israele per trascorrere un po' di tempo insieme ai piccoli. Ma non avevano fatto i conti con un destino funesto che ha risparmiato Eitan, l'altro figlio della coppia, un bambino di cinque anni unico sopravvissuto all'incidente, che al momento si trova ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Regina Margherita di Torino. 

Amit, Tal e il piccolo Tom: una famiglia spezzata 

Amit Biran aveva soltanto 30 anni ed era un giovane medico, tirocinante all'università di Pavia, Tal Peleg ancora meno, 26 anni, con una laurea in psicologia e tutta la dolcezza di una mamma presente   e amorevole. Amit si era trasferito in Italia proprio per studiare medicina, trovando a Pavia il posto giusto per la sua famiglia e per i piccoli Eitan e Tom, rispettivamente cinque e due anni.

"Amit era sempre molto disponibile, lo conoscevo bene, era un bravo ragazzo, non diceva mai di no a nessuno": a ricordarlo all'Ansa è Milo Hasbani, presidente della Comunità ebraica di Milano, che oggi andrà ad accogliere zii e nonni della famiglia. Da ormai sei anni i Biran erano diventati ''di casa'' a Pavia, dove tutti li descrivono come una coppia da favola, molto innamorata e premurosa per i due piccoli. Da poco avevano traslocato in un appartamento più grande, un sogno purtroppo spezzato, come il cavo di quella maledetta funivia.

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