Domenica, 19 Settembre 2021
CRONACA

"Giubileo straordinario: attenti alle mafie, verificheremo tutto"

Dopo l'annuncio di Papa Francesco, la capitale si prepara ad accogliere milioni di fedeli. "Il livello di verifica su procedure e appalti è elevato", dice l'assessore alla Legalità. E si apre la polemica sulle spese: il governo chiede che la Chiesa faccia la sua parte

ROMA - "Sarà un anno straordinario, arriveranno milioni di fedeli. Questa non è una sfida di Roma, ma di tutto il Paese". Il sindaco di Roma Ignazio Marino è raggiante e la capitale si prepara ad accogliere milioni di fedeli per il Giubileo straordinario annunciato venerdì scorso da papa Francesco. Gli obiettivi sono fissati: migliorare l’accoglienza, la sanità e i trasporti pubblici. Spesa prevista: un miliardo di euro. Una cifra per ora soltanto ufficiosa. C'è da stare in guardia, però. "Inevitabilmente se il Giubileo porta denaro aumentano gli appetiti mafiosi, ma abbiamo i sensori a mille e il livello di verifica su procedure e appalti è elevato. Proveremo a incrementare ulteriormente l'attenzione". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera l'assessore a Legalità del Comune di Roma, Alfonso Sabella.

"Verificheremo tutto: con importi consistenti - ricorda Sabella - non possiamo procedere a campione ma dobbiamo, come già facciamo per i lavori che superano certe cifre, controllare tutto. Quindi diciamolo chiaramente: le opere del Giubileo saranno controllate tutte, una per una". In ogni caso "abbiamo dettato le regole per ridurre al minimo le infiltrazioni, e dunque il grosso del lavoro è fatto". "Probabilmente faremo una task force, il rischio è molto elevato. Ma più in generale - prosegue il magistrato in aspettativa - c'è attenzione per tutte le opere, non solamente per quelle legate al Giubileo. Per l'evento voluto dal Papa però probabilmente andrà composto un gruppo per vigilare sui cantieri. Ne parlerò con il sindaco, se mi concede l'incarico è chiaro che lo farò. Ma sia chiaro che l'attenzione è già alta, che Roma è già pronta: la città adesso ha le strutture e le regole, quindi in ogni caso non c'è da preoccuparsi. Metteremo in campo le migliori professionalità, interne al Campidoglio", conclude Sabella.

POLEMICHE SULLE SPESE - E mentre il governo valuta quali forme di finanziamento utilizzare per aiutare Roma Capitale a coprire le spese previste, nell'esecutivo si apre il caso costi. A innescare la miccia delle polemiche sono le parole del sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti, che auspica un contributo economico da parte del Vaticano: "Bisogna aprire una trattativa con la Santa Sede. E' una partita che non riguarda solo Roma. Prima di parlare di soldi bisogna affrontare la questione metodo. La parola d'ordine è sinergia e collaborazione istituzionale", spiega Rughetti al Messaggero. Il timore è che la capitale non sia pronta: "Nessuno pensi di avere la bacchetta magica. Bisogna sedersi attorno a un tavolo e trovare soluzioni". Sul fronte costi, l'auspicio è che la Santa Sede copra parte delle spese. "Credo che città di Roma e Stato Vaticano debbano incontrarsi laicamente, per fare un'analisi della ricaduta di questa scelta e rendersi conto di quali sono gli effetti", sottolinea Rughetti. "Roma ha il diritto-dovere di dire ai Comuni della provincia e alla Regione qual è un modo per gestire insieme dentro questo spazio istituzionale, i criteri e le regole del finanziamento: va fatto un piano industriale del Giubileo che coinvolga tutti".

LA SICUREZZA - Dal canto suo, il ministro dell'Interno Angelino Alfano garantisce la massima sicurezza per l'anno santo straordinario indetto a sorpresa da Papa Francesco. "Non avevamo previsto che il Papa annunciasse l'Anno Santo e abbiamo accolto con gioia la notizia - ha scritto Alfano su Facebook - mettendoci subito al lavoro per far sì che la nostra Capitale e il nostro Paese possano accogliere questo evento straordinario in piena sicurezza". "Peraltro, l'Anno Santo - ha aggiunto il leader Ndc - comincerà immediatamente dopo la fine di Expo, quindi avremo un bel da fare. Siamo italiani e le sfide ci appassionano e la storia ci insegna che siamo in grado di affrontarle con coraggio".

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