Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Milano cede alle avances della Mafia: "Imprenditori non hanno voluto vedere"

Nell'ordinanza che ha portato a 11 arresti per collusione tra mafia e imprese i giudici fanno a pezzi la Milano dell'Expo e degli anticorpi anti cosche: "I codici etici delle società hanno solo una funzione cosmetica"

Codici etici, "anticorpi" contro la Mafia che hanno fallito: nella Milano dell'Expo si scopre che sotto i riflessi patinati dell'Albero della vita il mondo dell'imprenditoria meneghina non ha voluto vedere l'economia sommersa guidata da cosche e collusioni mafiose. Lo dicono a chiare parole i piemme che coordinano l'inchiesta contro le infiltrazioni della Mafia nella Milano dell'Expo che ha portato a 11 arresti per collusioni tra mafia e imprese: "I codici etici delle  società hanno solo una funzione cosmetica". Il magistrato titolare dell'indagine Paolo Storari, insieme al procuratore aggiunto Ilda Boccassini hanno spiegato come serva "ripulire la società con un intervento chirurgico".

Il meccanismo emerso dalle indagini "è stato reso possibile da amministratori di aziende di non piccole dimensioni, consulenti, notai e commercialisti che in sostanza non hanno voluto vedere quello che accadeva intorno a loro - spiegano gli inquirenti che parlano di "un atteggiamento che va oltre la connivenza". Il commissariamento di Nolostand spa, disposto nell'ambito dell'inchiesta "è un messaggio lanciato ai grossi gruppi per comportamenti colposi - spiega Ilda Bocassini - Noi diciamo 'guardate che col vostro comportamento state consentendo le infiltrazioni mafiose'". 

Nel decreto i giudici della sezione misure di prevenzione evidenziano che "gli stessi dirigenti di Nolostand spa avevano ricevuto e poi cestinato" lettere che indicavano il coinvolgimento delle mafie negli affari di Expo. Le lettere indicavano come soggetto mafioso Giuseppe Nastasi, uno degli arrestati, indicato dagli inquirenti come amministratore di fatto della società Dominus Scarl controllata di Fiera Milano spa a cui Nolostand subappalta anche alcuni lavori per Expo 2015 "in violazione del codice etico di Fiera Milano - si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Milano Maria Cristina Mannocci -che impone esplicitamente che i contatti coi collaboratori esterni intervengano direttamente con la persona fisica o giuridica che presta il servizio e con nessuna altra parte". 

NESSUNA RESPONSABILITA' PENALE PER FIERA MILANO. Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini ha spiegato che allo stato dei fatti "non sono state individuate responsabilità penali in capo di Ente Fiera o a Expo" nonostante sia chiaro come vi siano state infiltrazioni mafiose nella società Fiera Milano spa attraverso la controllata al 100% Nolostand.
Inoltre, Calogero Nastasi, padre di Giuseppe, uno degli arrestati nell'ambito dell'indagine condotta dall'antimafia di Milano, "aveva legittimamente un ufficio in Fiera Milano come amministratore di diritto del consorzio Dominus scarl che ha preso in subappalto lavori dalla Nolostand, controllata del gruppo Fiera Milano". 
Il procuratore Greco ha risposto che sarà il commissario di Fiera Milano ad accertare su possibili negligenze di Fiera ed Expo nei controlli. "Nolostand non fa gare pubbliche e se vogliamo qua c'è un ente pubblico che non fa gare pubbliche, solo affidamenti diretti, ma questo è un altro tema in capo alla politica". 

LE REAZIONI DELLA POLITICA.  "Questa indagine per fare luce su zone d'ombra che evidentemente non sono ancora state verificate nella gestione di Expo - ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, in merito all'inchiesta sul coinvolgimento della mafia sugli appalti della Fiera di Milano e dell'Expo. "Sappiamo che ci sono infiltrazioni della mafia e della camorra, ma ci auguravamo che, anche con l'intervento di Raffaele Cantone, non succedessero queste cose". "Adesso - ha concluso - bisogna accendere tutti i riflettori e tutti i fari". 
"Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per proteggere Milano dalle infiltrazioni malavitose e dai rischi di corruzione- ha aggiunto Giuseppe Sala, sindaco di Milano e commissario unico delegato del governo per l'Expo - la forza delle organizzazioni criminali non può essere sottovalutata nemmeno per un momento".

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