Sabato, 19 Giugno 2021
Il caso

"Schettino abbandonò a se stessi i passeggeri della Concordia"

"Salvezza difficile per i passeggeri sulla Concordia. E lui scese dalla nave con precisa intenzione di non risalirvi". E' quanto scritto nelle motivazioni della sentenza con la quale l'ex comandante è stato condannato a sedici anni

ROMA - Francesco Schettino abbandonò la Costa Concordia e "lasciò i passeggeri in balìa di se stessi". Lo scrivono i giudici nella sentenza di condanna a sedici anni per il naufragio della Costa Concordia con l'accusa di omicidio colposo plurimo. Anche non aver dato "l'allarme falla", secondo i giudici, provocò il caos tra equipaggio e passeggeri.

IL CAOS SULLA NAVE - Secondo quanto depositato oggi al tribunale di Grosseto, "Schettino nel momento in cui saltava sulla scialuppa per abbandonare la nave accettò il rischio di lasciare le persone in balìa di se stesse". L'ex comandante, per i giudici, ha indugiato al punto che "quando è stata data l'emergenza generale, la situazione a bordo era scivolata verso un'estrema confusione e assenza di univoche indicazioni, con conseguente caos diffusosi tra equipaggio e passeggeri".

E quando scese dalla nave, Francesco Schettino aveva "la precisa intenzione di non risalirvi". Nel motivare la condanna per omicidio colposo plurimo, i giudici scrivono inoltre che "i trentadue decessi delle persone a bordo della Concordia non si sarebbero verificati se Schettino avesse gestito l'emergenza con perizia e diligenza", attenendosi alla normativa indicata come "doverosa" in una simile situazione.

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