Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca Palermo

Palermo, arrestati cinque presunti scafisti: "Ci torturavano marchiandoci la testa"

L'accusa è di immigrazione clandestina, omicidio plurimo aggravato e favoreggiamento. I fermati sono algerini, tunisini e libici, e hanno dai 21 ai 24 anni. Decisive le testimonianze dei sopravvissuti, che hanno parlato anche di altri 200 dispersi 

PALERMO - Con violenza tenevano fermi i migranti durante la lunghissima traversata che si è trasformata in tragedia. Con l'accusa è di immigrazione clandestina, omicidio plurimo aggravato e favoreggiamento, la polizia ha arrestato cinque cittadini stranieri, algerini, tunisini e libici, sbarcati ieri pomeriggio nel porto, dalla nave militare irlandese 'Le Niamh', insieme ad altri 362 migranti. Sono ritenuti dagli investigatori gli scafisti dell'ultimo barcone naufragato nel Canale di Sicilia. In carcere sono finiti gli algerini Ali Rouibah, 24 anni, e Imad Busadia, di 23; i libici Suud Mujassabi, 21 anni, Abdullah Assnusi, di 24 e il tunisino Shauki Esshaush, di 21 anni.

VIDEO: L'ARRIVO DEI CADAVERI DEI MIGRANTI AL PORTO DI PALERMO

IL RACCONTO DEI SOPRAVVISSUTI - Teste marchiate con i coltelli per gli africani che non obbedivano agli ordini, cinghiate per gli arabi, calci e pugni al volto per gli uomini sposati, picchiati davanti alle moglie. Una galleria dell'orrore emerge dal racconto raccolto nelle ultime ore dagli uomini della squadra mobile di Palermo che, proprio grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, hanno arrestato i cinque presunti scafisti. I circa 400 sopravvissuti hanno raccontato di terribili violenze diversificate a seconda delle etnie delle persone a bordo. 

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