Giovedì, 24 Giugno 2021
Crisi economica

In Italia sono quattro milioni i "poveri assoluti": "Dati da terzo mondo"

I dati arrivano dall'indagine sulla spesa delle famiglie dell'Istat. L'indice stabile dopo due anni di aumento ma tuttavia ciò non è positivo: in tutto il 6,8% della popolazione non riesce a sbarcare il lunario

Dopo due anni di aumento, nel 2014 l’incidenza della povertà assoluta in Italia rimane stabile. A rilevarlo è l’Istat nell'indagine sulla spesa delle famiglie. Ma non bisogna farsi ingannare dal dato, in apparenza positivo: un milione e 470mila famiglie (il 6,8% della popolazione residente, ovvero 4 milioni e 102 mila persone) sono in condizione di povertà assoluta, con percentuali più alte al Sud (8,6%) e più basse al Nord (4,2%) e al Centro (4,8%). 

Le famiglie sotto la soglia spendono meno di quei 1623,31 euro al mese, considerati necessari per acquistare beni e servizi indispensabili per vivere. Una cifra che varia in base al tipo di nucleo familiare e al Comune di residenza: nel nord un adulto viene considerato "povero assoluto" se la sua spesa mensile è inferiore o pari a 816,84 euro al mese e risiede in un'area metropolitana del Nord. Se risiede al Sud la soglia è di 548,70. 

SEMPRE PEGGIO AL SUD - Di quei quattro milioni di poveri, un milione e 866 mila risiede nel Mezzogiorno (l’incidenza è del 9%) e 2 milioni 44mila sono donne (il 6,6%), 1 milione 45 mila minori (il 10%), 857 mila hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni (8,1%)e 590 mila sono anziani (pari al 4,5%). Secondo l’Istat le famiglie con diplomati e liberi imprenditori sono meno povere. L’incidenza di povertà assoluta scende all’aumentare del titolo di studio: se la persona di riferimento è almeno diplomata, l’incidenza (3,2%) è quasi un terzo di quella rilevata per chi ha la licenza elementare (8,4%). Come quello di povertà assoluta anche l'indice di povertà relativa è rimasto stabile rispetto all'anno scorso: i poveri "relativi" erano il 10,3% delle famiglie e il 12,9% delle persone residenti, per un totale di 2 milioni 654 mila famiglie e 7 milioni 815 mila persone. 

LE REAZIONI - "L’Italia ha oggettivamente svoltato ma c’è ancora molto da fare. Se manteniamo questo ritmo sulle riforme avremo dati di crescita significativi" ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi. "E’ una buona notizia ma sarò felice - aggiunge il premier - quando vedrò dati di crescita superiori allo 0,1". 

Al premier risponde l’Unione nazionale consumatori: "Se i poveri fossero aumefntati sarebbe stato ben peggio, ma lo stabile, in questo caso, significa una cosa molto grave: che non c’è stato alcun miglioramento. I dati della povertà assoluta continuano, cioè, ad essere da Terzo mondo e non si sono fatti passi in avanti". Di qui la proposta del segretario, Massimiliano Dona: "Chiediamo al Governo di estendere il bonus di 80 euro anche agli incapienti o di valutare un reddito minimo garantito per questi poveri". 

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