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Domenica, 22 Maggio 2022
Il mea culpa

Scandalo pedofilia, Ratzinger: "Dolore e vergogna, ma non sono bugiardo"

Benedetto XVI chiarisce la sua posizione in merito al rapporto sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga quando era arcivescovo: "Mi rammarico per ogni singolo caso". Il riferimento a Papa Francesco: "E' con me"

Parla di "grandissima colpa" nel caso in cui non si faccia qualcosa contro gli abusi, ma chiarisce: "Non sono un bugiardo". Il Papa emerito, Benedetto XVI, in un'accorata lettera - resa nota oggi dal Vaticano - chiarisce la sua posizione in merito al rapporto sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga quando lui era arcivescovo. 

Nel testo ripete più volte la parola "colpa". "In tutti i miei incontri, soprattutto durante i tanti Viaggi apostolici, con le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti, ho guardato negli occhi le conseguenze di una grandissima colpa - si legge in un passaggio - e ho imparato a capire che noi stessi veniamo trascinati in questa grandissima colpa quando la trascuriamo o quando non l'affrontiamo con la necessaria decisione e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade. Come in quegli incontri, ancora una volta posso solo esprimere nei confronti di tutte le vittime di abusi sessuali la mia profonda vergogna, il mio grande dolore e la mia sincera domanda di perdono. Ho avuto grandi responsabilità nella Chiesa cattolica. Tanto più grande è il mio dolore per gli abusi e gli errori che si sono verificati durante il tempo del mio mandato nei rispettivi luoghi. Ogni singolo caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Alle vittime degli abusi sessuali va la mia profonda compassione e mi rammarico per ogni singolo caso". 

"Sempre più - scrive il Papa emerito - comprendo il ribrezzo e la paura che sperimentò Cristo sul Monte degli Ulivi quando vide tutto quanto di terribile avrebbe dovuto superare interiormente. Che in quel momento i discepoli dormissero rappresenta purtroppo la situazione che anche oggi si verifica di nuovo e per la quale anche io mi sento interpellato. E' così posso solo pregare il Signore e supplicare tutti gli angeli e i santi e voi, care sorelle e fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro".

Ratzinger esprime dolore per il fatto che qualcuno abbia dubitato sulla sua sincerità e spiega che Papa Francesco è con lui. "A seguito della presentazione del rapporto sugli abusi nell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga il 20 gennaio 2022, mi preme rivolgere a tutti voi una parola personale. Infatti, anche se ho potuto essere arcivescovo di Monaco e Frisinga per poco meno di cinque anni, - scrive Ratzinger - nell'intimo continua comunque a persistere la profonda appartenenza all'arcidiocesi di Monaco come mia patria. Vorrei innanzitutto esprimere una parola di cordiale ringraziamento". 

Il Papa emerito ringrazia chi lo ha sostenuto soprattutto dopo la pubblicazione dello studio e si rammarica del fraintendimento sorto e puntualizza la sua posizione: "Nel lavoro gigantesco di quei giorni è avvenuta una svista riguardo alla mia partecipazione alla riunione dell'Ordinariato del 15 gennaio 1980. Questo errore, che purtroppo si è verificato, non è stato intenzionalmente voluto e spero sia scusabile. Ho già disposto che da parte dell'arcivescovo Gänswein lo si comunicasse nella dichiarazione alla stampa del 24 gennaio 2022. Esso nulla toglie alla cura e alla dedizione che per quegli amici sono state e sono un ovvio imperativo assoluto. Mi ha profondamente colpito che la svista sia stata utilizzata per dubitare della mia veridicità, e addirittura per presentarmi come bugiardo. Tanto più mi hanno commosso le svariate espressioni di fiducia, le cordiali testimonianze e le commoventi lettere d'incoraggiamento che mi sono giunte da tante persone. Sono particolarmente grato per la fiducia, l'appoggio e la preghiera che Papa Francesco mi ha espresso personalmente. Vorrei infine ringraziare la piccola famiglia nel Monastero 'Mater Ecclesiae' la cui comunione di vita in ore liete e difficili mi dà quella solidità interiore che mi sostiene". 

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