Mercoledì, 27 Ottobre 2021
CASO CUCCHI / Roma

Sentenza Cucchi, la rabbia di Ilaria: "Per fermarmi mi devono uccidere"

A mente fredda, dopo l'assoluzione di tutti gli imputati per la morte di suo fratello, Ilaria Cucchi attacca: "L'assoluzione per insufficienza di prove non è il fallimento mio o del mio avvocato, ma il fallimento della Procura di Roma"

Due post su Facebook rendono perfettamente l'idea di chi sente che la decisione di assolvere tutti gli imputati per la morte di Stefano Cucchi sia un'ingiustizia: quelli della sorella Ilaria e di Claudia Budroni, sorella di Bernardino, ucciso nel luglio del 2011 sul Grande Raccordo Anulare

LO SFOGO DI ILARIA - "Insufficienza di prove. Per tutti". E' l'urlo - a caldo della sentenza - di Ilaria Cucchi. "Non ce l'ho con i giudici, che rispetto. Ma voglio chiedere al dottor Pignatone, procuratore capo della Repubblica di Roma, se è soddisfatto dell'operato del suo ufficio. Voglio chiedergli se quando mi ha detto che non avrebbe potuto sostituire i due pubblici i ministeri che continuavano a fare il processo contro di noi, contro il mio avvocato, e contro mio fratello ha fatto gli interessi del processo e della verità sulla morte di Stefano. Insufficienza di prove. Caro procuratore capo. Su tutto e per tutti. Ma l'importante è tutelare il prestigio dei colleghi. Grazie".

Pochi istanti, e sempre su Facebook ecco le parole di Claudia Budroni. 

CLAUDIA BUDRONI - "Oggi avrei voluto condividere uno spiraglio di speranza ....ero in quell'aula vicino a Ilaria e alla famiglia Cucchi ...con me Andrea e Guido Magherini...purtroppo mi si è ripresentata la stessa scena...quella voce: Assolti! Un tonfo nello stomaco e credetemi non riesco nemmeno a trovare le parole...questo è uno "scempio"....quelle aule sono teatri dove non si osservano neppure le norme comportamentali....e non mi si dica è normale....in questi processi non so più dove sia la normalità….ma di sicuro ho la certezza che una vergogna ci sta sommergendo....e non si fa nulla addirittura si fa finta di non vedere e sentire....xché è l unica cosa comoda x chi dovrebbe gestire quel senso di giustizia....giustizia che non so più dove sia....!! Un abbraccio a Ilaria".

Passa la notte e, a mente fredda, Ilaria torna a parlare. Stavolta pubblicamente. E le sue parole sono quelle di chi non si arrende: "Mi devono uccidere per fermarmi". 

IL GIORNO DOPO - Il suo obiettivo non sono i giudici di appello "ma adesso da cittadina comune mi aspetto il passo successivo e cioè ulteriori indagini, cosa che chiederò al procuratore capo Pignatone". Ilaria Cucchi spiega che "il prossimo passo è la Cassazione e la Corte europea. Non è finita qui. Se lo Stato non sarà in gradi di giudicare se stesso, faremo l'ennesima figuraccia davanti alla Corte europea. Sono molto motivata".

"LA PROCURA DI ROMA HA FALLITO" - "Mi sono svegliata con l'idea che in realtà abbiamo vinto. L'assoluzione per insufficienza di prove non è il fallimento mio o del mio avvocato, ma il fallimento della Procura di Roma. Chiederò al procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone - aggiunge - che assicuri alla giustizia i colpevoli della morte di mio fratello, perchè due sentenze hanno riconosciuto il pestaggio e lo Stato italiano non può permettersi di giocare allo schiaffo del soldato, come ha detto in aula ieri il mio avvocato. Mio fratello è morto e non si può girare e indovinare chi è stato, devono dircelo loro. Tante volte ho attaccato il lavoro dei pm e sono stata molto criticata per questo, anche in aula dai difensori. Oggi ho l'ulteriore prova che avevo ragione".

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