Domenica, 24 Ottobre 2021
Orrore / Firenze

Il giallo dei cadaveri nelle tre valigie a Firenze: che cosa sappiamo finora

Le ipotesi si sprecano. Un regolamento di conti? Un messaggio a un detenuto del vicino carcere? Le indagini sono solo all'inizio e sono molto complesse. L'uomo sarebbe stato ucciso con una coltellata alla gola non meno di sei mesi fa. Oggi nuovo sopralluogo

Il giallo è fitto, totale. Ieri è stata ritrovata un'altra valigia con resti umani a Firenze. È la terza valigia che viene rinvenuta nella stessa zona situata tra il carcere fiorentino di Sollicciano e la superstrada FiPiLi.  La prima valigia era stata vista casualmente da un pensionato il 10 dicembre, la seconda il giorno successivo, 11 dicembre, durante un controllo dei carabinieri. La terza valigia è stata notata ieri pomeriggio nel corso di un nuovo sopralluogo da parte dei carabinieri del nucleo investigativo.

Il giallo delle valigie tra Sollicciano e la superstrada FiPiLi

Le prime due valigie contenevano i resti umani della stessa persona, un uomo, il cui cadavere è stato sezionato e suddiviso in due valige, mentre il nuovo macabro ritrovamente sarebbe riconducibile ad un'altra persona. Il terreno si trova alla base della sopraelevata della superstrada Fi-Pi-Li, tra la medesima arteria stradale e la recinzione perimetrale posteriore del carcere di Sollicciano. 

I resti della prima valigia apparterebbero a un soggetto, ancora ignoto, dell'apparente età di almeno 40 anni, ucciso con una coltellata alla gola non meno di sei mesi fa. Anche i resti scoperti nella terza valigia poche ore fa sono in stato di saponificazione, ma rispetto a quelli dei giorni scorsi sarebbero non completi ma appartenenti solo alla parte superiore del corpo. Pochi dubbi sul fatto che le valigie siano state lanciate dalla superstrada, o comunque da qualcuno che dalla superstrada si è avvicinato al terreno.

Ieri sono stati alcuni operai a fare la macabra scoperta. Stavano pulendo l’erba vicino alla Firenze-Pisa-Livorno: ecco la terza valigia, nera e di materiale impermeabile come le altre due e come la prima concepita come una matrioska dell’orrore. Dentro c'era un secondo bagaglio più piccolo. Dentro, nascosto da un telo, c’erano il busto e la testa di una donna morta anch’essa da molto tempo.

Le ipotesi si sprecano. Un regolamento di conti?

Le ipotesi si sprecano. Un regolamento di conti? Un messaggio rivolto a un detenuto del vicino carcere, che dista poche decine di metri? Le indagini sono solo all'inizio e sono molto complesse. Il busto trovato nella prima valigia era ormai in stato di saponificazione, al punto che era impossibile capire se si trattasse di un uomo o di una donna. Nella seconda valigia sono stati trovati gli arti inferiori. La terza valigia è stata ritrovata ieri e gli inquirenti sapevano ormai cosa avrebbero trovato all’interno: un altro busto, stavolta di una donna.

Vittime senza nome. L’età del primo corpo è ancora da definire, per ora si può ipotizzare che si tratti di un uomo tra i 40 e i 60 anni. Dall'esame del Dna, per il quale serve tempo, potrebbe emergere nuovi elementi. Ma si studiano anche gli elenchi delle persone scomparse. Le indagini sono rese ancor più difficili dal fatto che la tempistica dell’abbandono delle valigie è un rebus. Il pensionato ha spiegato che quella parte del campo non era molto frequentata: da circa due anni nessuno aveva più ta- gliato le erbacce. Quelle valigie potevano essere lì da molti mesi. Forse anni.

Gli inquirenti hanno impiegato molto tempo per iniziare a ricostruire i profili delle vittime perché i corpi sono stati sottoposti a un lungo e complesso processo di sanificazione.

Il tatuaggio trovato sull'avambraccio dell'uomo

Le ricerche ai bordi della superstrada continueranno oggi, anche con unità cinofile. Si cercano eventuali altre valigie o indizi utili alle indagini. Sull’avambraccio dell’uomo, il medico legale che ha eseguito l’autopsia, Stefano Pierotti, ha trovato le tracce di un tatuaggio. Lo scrive oggi il Corriere della Sera. Ed è proprio su questo elemento che gli investigatori stanno lavorando per cercare di dare un nome e un volto alla vittima.

Il fatto che si tratti di un uomo e una donna, occultati e forse uccisi con le stesse modalità, lascia intravedere scenari che fino a poco fa non erano stati presi in considerazione: tra questi, la possibilità di un delitto passionale

Le persone fatte a pezzi e chiuse in valigia: nuovo macabro ritrovamento

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