Leo Gullotta: “Mi tolsero il ruolo di Don Puglisi perché scoprirono che sono gay”

L'attore ha raccontato l'episodio in un'intervista al Fatto Quotidiano: "Fu uno schiaffo tremendo, ma non mi arresi"

Leo Gullotta

I suoi cinquant’anni di vita e di un carriera segnata dalla passione per la recitazione sono stati il tema della lunga intervista che Leo Gullotta ha rilasciato al Fatto Quotidiano, durante la quale ha affrontato anche il tema del proprio impegno civile e di una certa ipocrisia che imperversa nel mondo dello spettacolo. Il 74enne siciliano fece coming out nel ’95, quando pochissimi artisti e uomini pubblici si dichiaravano omosessuali: “Dopo la conferenza stampa di 'Uomini uomini uomini', il film di Christian De Sica che raccontava la vita di quattro borghesi omosessuali, mi chiesero se fossi gay e risposi: 'Sì, perché?'. Ho sempre vissuto serenamente la mia vita e combattuto senza paura per i miei diritti”, ha spiegato l’attore, aggiungendo di essere stato privato di un ruolo importante per  via della sua omosessualità.

“Dovevo interpretare Don Puglisi in un progetto importante, stavamo per iniziare a lavorarci quando il regista mi chiamò: pensavo che si trattasse dei soliti ritardi, invece mi disse che il mio nome era saltato. A qualche funzionato della Rai suonò il campanello d’allarme per la propria carriera: ‘Chissà cosa dirà il Vaticano se scegliamo un omosessuale dichiarato per interpretare Padre Puglisi’. Fu uno schiaffo tremendo, ma non mi arresi”.

Il matrimonio con il compagno

Nel 2019 Leo Gullotta ha sposato il suo compagno a cui è legato da 42 anni, parlandone solo a cerimonia avvenuta: “Sì è fatto tanto per i diritti civili, ancora molto bisogna fare, ma appena è arrivata la «timbratura di legalità» con le unioni civili, ne abbiamo approfittato”, ha confidato: “Non ho messo i manifesti e non ho chiamato i fotografi perché non m’interessano le briciole di pubblicità. ‘Aspetti, per lei prepariamo al volo la sala grande’, mi ha proposto un funzionario del Comune quando mi ha riconosciuto. ‘Va benissimo questa piccolina’, ho risposto”.

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Per ciò che attiene all’omosessualità, l’attore è certo che l’Italia sia un paese ipocrita: “Al World Gay Pride del 2000 dissi: ‘Sono l’unico omosessuale nello spettacolo, in Italia’. Qualche passo in avanti per fortuna si è fatto ma il nostro è un paese ipocrita: ancora oggi c’è chi tace e soccombe per la paura di perdere il lavoro”, il suo commento: “Gli episodi di omofobia e razzismo sono sotto gli occhi di tutti ma la vita è meravigliosa e dobbiamo andare avanti. Papa Francesco l’ha detto chiaro: ‘Chi sono io per giudicare?’. Chi si professa cattolico, segua il suo insegnamento”.

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