Domenica, 18 Aprile 2021

Coronavirus, Renzo Arbore: “È un periodo duro ma non è la guerra e le bombe erano un’altra cosa”

Il musicista e conduttore racconta la sua quarantena, tra attività per non annoiarsi e voglia di tornare presto a fare musica dal vivo, rivolgendo un pensiero alle maestranze che in questo momento sono in vera difficoltà

"Oggi non è la guerra. È certamente duro, ma i bombardamenti erano un’altra cosa". E i bombardamenti Renzo Arbore, 83 anni il prossimo 24 giugno, se li ricorda bene. Anche lui è in isolamento da settimane, nella sua casa romana, insieme alla collaboratrice domestica Maritess. Intervistato da Elvira Serra su Il Corriere della Sera, Arbore racconta sua quarantena: non esce,  naviga sul web, suggerisce contenuti sul suo canale Youtube pensati sopratutto per i più giovani, riordina le sue "cianfrusaglie", legge molto e non si annoia. Ma la voglia di tornare a fare spettacolo dal vivo è tanta e il pensiero va a "tecnici, musicisti, persone rimaste senza protezione e di cui nessuno sta parlando". Intanto però rimane prudente e rivela: "Non uscirò nemmeno, il 4". 

Anagraficamente Arbore è nella fascia d’età più colpita dal coronavirus. "Mi turba moltissimo la morte", afferma. "Come diceva Enzo Biagi, siamo nell'età in cui andiamo a vedere i necrologi per trovare i nostri amici. Mi turba soprattutto che chi se ne è andato non ha avuto il conforto di una persona vicina, anche se medici e infermieri si sono presi questo carico". 

In molti hanno paragonato l’epidemia alla guerra: una similitudine che non trova d’accordo il signore dell’altra tv. "Da bambino ho visto e sentito l'odore della guerra e ho sofferto anche il coprifuoco. C'era la fame, c'era il nemico, noi bambini non avevamo niente, non c'era la tv, non c'erano i telefonini, ma una noia infernale. Quindi no, oggi non è la guerra. È certamente duro, ma i bombardamenti erano un' altra cosa".

Al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Arbore fa due richieste, una serie e una più ironica, come nel suo stile: "Di tutelare chi lavora nel mondo dell'arte e della musica. E poi, ma ora scherzo, di firmare un bel decreto che superata l'emergenza obblighi le persone a uscire: ci vorrà l'autocertificazione per restare in casa!".

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