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Venerdì, 19 Aprile 2024
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È legittimo l'invio di armi italiane all'Ucraina in guerra?

Parla Cassese: "Tutti i Paesi che hanno dichiarato la propria solidarietà non hanno promesso interventi armati, ma armi. Quindi, consentendo l'autodifesa". E' di ieri lo storico annuncio di Bruxelles che per la prima volta nella sua storia finanzierà e fornirà armi ad un paese in guerra

E' legittimo l'invio di armi europee a un Paese in guerra? Sabino Cassese, ex giudice della Corte Costituzionale in una lunga intervista alla Stampa promuove il premier Mario Draghi per come si è mosso nell'affrontare il conflitto in Ucraina e fa notare che "le eventuali esitazioni iniziali sulle sanzioni erano più che giustificate dalla prudenza e dalla situazione, che non era come quella attuale". Ecco il punto della situazione.

Armi europee all'Ucraina in guerra

L'Unione europea "ha dichiarato solidarietà e appoggio al popolo ucraino promettendo aiuti politici, finanziari e umanitari, adottando sanzioni e minacciando ulteriori misure - ricorda -. Nel diritto internazionale è diffusa l'idea che la comunità internazionale debba intervenire in caso di aggressione, se vi è un'emergenza umanitaria che costituisca minaccia per la pace, per fermare le atrocità, con un intervento proporzionato". Finora, "tutti i Paesi che hanno dichiarato la propria solidarietà non hanno promesso interventi armati, ma armi. Quindi, consentendo l'autodifesa della popolazione ucraina".

L'invasione russa in Ucraina: ultime notizie in diretta

Per quanto riguarda "una decisione di adesione all'Unione europea, comporterebbe per l'Ucraina uno scudo nei confronti della Russia, ma la sconsiglierei in questo momento perché attiverebbe un conflitto tra Russia e Ue. E ora bisogna far tacere le armi, non attizzare conflitti".

L'articolo 11 della nostra Costituzione prevede espressamente il ripudio delle attività belliche "come strumento di offesa, non come mezzo di difesa. Un'altra distinzione da fare riguarda il tipo di intervento. Finora non mi risulta che siano state prese decisioni sull'invio di contingenti militari". Fornire armi "comporta dare strumenti alla popolazione ucraina per difendere la loro vita - sottolinea Cassese - si può pensare che non sia legittimo l'uso della forza in difesa dei diritti dell'uomo e della sua sopravvivenza?".

Colloquio telefonico intanto, lunedì mattina, tra il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky. "Gli Alleati stanno aumentando il loro supporto con missili per la difesa aerea, armi anti-carro, aiuti finanziari e umanitari", spiega in un tweet Stoltenberg ricordando il "coraggio del popolo e dell'esercito ucraino".

E' di ieri lo storico annuncio di Bruxelles

E' di ieri lo storico annuncio di Bruxelles che per la prima volta nella sua storia finanzierà e fornirà armi ad un paese in guerra. Il nuovo pacchetto di misure dell’Unione contro l’aggressione russa prevedono anche lo stop delle transazioni della banca centrale russa, la chiusura dello spazio aereo europeo ai voli russi, sanzioni alla Bielorussia e la messa al bando delle emittenti russe Russia Today e Sputnik. Tutte iniziative, dice Draghi, che l’Italia condivide in “pieno”.

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