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Sabato, 4 Febbraio 2023
Il caso

Maxi ingorgo di petroliere in Turchia: "colpa" del tetto al prezzo del greggio russo

Almeno venti imbarcazioni sono state fermate dalle autorità di Ankara per verificare il rispetto delle sanzioni occidentali

Un ingorgo di una ventina di petroliere si è formato nelle acque turche dopo che i Paesi del G7, l'Ue e l'Australia hanno varato le sanzioni contro il greggio russo. Le autorità di Ankara starebbero verificando se le navi sono assicurate. Il motivo è che nell'ambito del tetto al prezzo del petrolio di Mosca scattato lunedì, è vietato per le società occidentali assicurare quelle petroliere che rivendono l'oro nero russo al di sopra dei 60 dollari al barile. 

Come ha ricostruito Bloomberg, 19 delle 20 imbarcazioni bloccate al largo delle coste turche battono la bandiera del Kazakistan, ma con molta probabilità trasportano petrolio caricato in Russia. Da qui, le indagini in corso per stabilire il rispetto delle sanzioni. Il price cap è stato introdotto nel tentativo di frenare le entrate dei combustibili fossili del Cremlino, garantendo al tempo stesso che il petrolio continui a fluire e che il settore delle assicurazioni marittime, dominato dalle compagnie di Londra, non sia danneggiato. 

L'International Group of P&I Clubs, che rappresenta 13 mutui assicuratori che forniscono copertura per il 90% del settore marittimo globale, ha dichiarato al Financial Times che la richiesta turca è andata "ben oltre" le informazioni normalmente richieste. Il suo amministratore delegato, Nick Shaw, ha affermato che sono in corso "discussioni costruttive" per risolvere la situazione.

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