Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Russia, scacco matto alle forze di opposizione. Approvata la legge "bavaglio" per il web

Il reato di diffamazione torna nel Codice penale e le Ong rischiano di essere etichettate come 'agenzie straniere'

Non si fermano gli attacchi del governo russo all'opposizione, volti a tagliare le gambe a qualsiasi manifestazione di dissenso. Sono ben tre le leggi adottate dalla Duma che rischiano di mettere in pericolo la libertà di parola e di associazione nel Paese. 

La 'legge-bavaglio' per il web - Ieri è stata approvata la controversa norma che limita l'accesso degli utenti di internet a informazioni definite illegali. Secondo questa disposizione, verrà creata una vera e propria lista nera dove saranno inseriti i siti che trattano di argomenti scomodi per il governo, e che quindi saranno poi sottoposti a censura.

Anche se questa legge è stata ufficialmente pensata per contrastare la pedopornografia on line, di fatto si tratta di una disposizione che limita fortemente lo scambio di informazioni e la libertà di parola. Wikipedia, la più famosa enciclopedia on line, si era pronunciata contro questa legge, seguita anche da Google e da Yandex, il motore di ricerca russo. 

Le legge contro le Ong - Con la nuova disposizione varata oggi dalla Duma, tutte le Ong e le organizzazioni che si occupano di politica e che ricevono fondi dall'estero saranno obbligate a registrarsi come “agenzie straniere”. Questo comporterà un maggior controllo sulle attività delle associazioni, che dovranno fornire indicazioni dettagliate sull'origine dei propri finanziamenti.  Secondo le Ong, questa norma di fatto dissuaderà i cittadini a sostenere quelle organizzazioni definite come “agenzie straniere”, decretando così la fine di decine di associazioni umanitarie.

Per Mosca si tratta invece di una mossa di autodifesa contro le influenze esterne. “Chi paga, decide la musica”, aveva dichiarato il presidente Vladimir Putin, citando un famoso detto russo.  Secondo il premier, numerose Ong starebbero cercando di destabilizzare il governo per conto degli Stati Uniti. Questa legge servirebbe quindi ad evitare che nel Paese possa scoppiare una 'rivoluzione colorata', come quelle che portarono al crollo dei governo filo-russi in Ucraina e Georgia. 

Diffamazione - Sempre oggi la Duma ha votato per riportare il reato di diffamazione nel Codice penale. Ai tempi della presidenza di Dmitri Medvedev, ricorda il quotidiano francese Le Figaro, questo reato era stato riconosciuto come una semplice violazione amministrativa. La Duma ha inoltre stabilito un inasprimento della pena. Colui che sarà dichiarato colpevole del reato di diffamazione sarà costretto a pagare milioni di rubli di multa, contro le poche migliaia previste in precedenza.

Queste tre nuove leggi fanno parte dell'azione politica del presidente volta a reprimere ogni forma di dissenso all'interno del Paese. Le immagini delle manifestazioni anti-Putin che si sono svolte in Russia in occasione delle elezioni hanno fatto il giro del mondo. Lo zar, ora che è tornato al Cremlino, sta cercando di impedire che questo accada di nuovo. 

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