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Domenica, 22 Maggio 2022
Dignità e lavoro

In Spagna il salario minimo sale a 1.000 euro. L'Italia che aspetta?

Il salario minimo permetterebbe ad almeno 5 milioni di persone in Italia di uscire dalla condizione di povertà pur in presenza di un lavoro

Il governo spagnolo ha approvato l'aumento del salario minimo, portandolo da 965 a 1.000 euro lordi mensili. L'aumento anche se modesto, si tratta di soli 35 euro al mese, ha fatto scattare una serie di commenti sui principali social network, con il Movimento 5 stelle in testa. Vediamo cosa hanno da dire sul tema i nostri politici, considerando che in Italia non si ha ancora una legge sul salario minimo, a differenza di molti altri paesi europei. Vale la pena ricordare che il salario minimo esiste in 21 stati dell’Ue, con cifre che vanno dai 1.000 euro di Spagna e Slovenia ai 2.000 euro del Lussemburgo. In Irlanda, Paesi Bassi, Belgio, Germania e Francia il salario minimo è stato fissato sopra i 1.500 euro.

Il salario minimo supera i 1.500 euro in sei Paesi Ue. In Italia non esiste

La Spagna porta il salario minimo a 1.000 euro

La ministra del Lavoro spagnola, Yolanda Díaz, ha annunciato di aver siglato un accordo con i sindacati per portare il salario minimo mensile a 1.000 euro netti per 14 mensilità, dai 965 euro fissati in precedenza. La norma interesserà oltre 2 milioni di lavoratori e varrà dal 1° gennaio di quest’anno. Soddisfatto il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez: "Aiuterà soprattutto donne e giovani. Continuiamo a lavorare per dare dignità alla vita delle persone, per creare una società più giusta". Per alcune associazioni di imprenditori spagnoli, come Ceoe e Cepyme, questo non è il momento giusto per alzare il salario minimo, visto il contesto economico di incertezza legato al Covid e alla crisi di alcuni settori come l’agricoltura e il turismo.

Salario minimo, Conte (M5s): "In Italia cosa aspettiamo?"

La notizia è stata commentata sui social da molti dei nostri politici. Così il leader M5s, Giuseppe Conte su facebook: "La Spagna ha aumentato il salario minimo, uno strumento che ormai è presente in tutta Europa. In Italia cosa aspettiamo? Alziamo i salari anche qui, in Senato c'è la proposta del M5s per dare dignità al lavoro. Basta retribuzioni indegne da 3-4 euro l'ora". Si unisce al coro anche il deputato pentastellato Riccardo Tucci: "Il nostro rimane uno dei pochi stati membri dell'Unione europea a non avere una legge in tal senso, ma soprattutto è l'unico dove i lavoratori guadagnano meno di trent'anni fa. Da tempo il Movimento 5 Stelle ha messo sul tavolo un disegno di legge che fissa precisi punti per invertire questa tendenza. Chi a parole dice di volere il salario minimo lo appoggi. In gioco c'è il futuro di milioni di lavoratori ma anche di giovani: secondo il Censis, infatti, di questo passo 5,7 milioni di giovani precari, neet e working poor rischiano di avere nel 2050 pensioni sotto la soglia di povertà. Superiamo gli steccati ideologici e procediamo spediti verso la meta". Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ricorda che l'introduzione di un tetto minimo garantirebbe "ad almeno 5 milioni di persone in Italia di uscire dalla condizione che oggi vivono di povertà pur in presenza di un lavoro. E' da tener presente poi che in Italia negli ultimi 30 anni, e siamo l'unico Paese, gli stipendi sono andati indietro, mentre tutto il resto è aumentato. Si capisce bene che in questa situazione peggiorata ancor più dalla fiammata inflazionistica, una vera e propria patrimoniale alla rovescia contro i ceti medi e popolari, introdurre una misura simile - conclude Fratoianni - sarebbe solo di buonsenso, in particolare per donne e giovani fra i più colpiti dalle diseguaglianze salariali".

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