Mercoledì, 22 Settembre 2021
La ricetta israeliana / Israele

Il test Covid "fai da te" obbligatorio per ogni alunno prima di tornare a scuola

Oggi sono 2,5 milioni i bambini e ragazzi tornati sui banchi di scuola in Israele, dove hanno deciso di confermare la riapertura dell'anno scolastico prevista per mercoledì nonostante i timori di una nuova ondata di contagi

Oggi, primo giorno di settembre, sono 2 milioni e mezzo i bambini e ragazzi tornati sui banchi di scuola in Israele, dove hanno deciso di confermare la riapertura dell'anno scolastico prevista per mercoledì nonostante i timori di una nuova ondata di contagi di Covid-19. Secondo le linee guida del ministero dell'Istruzione, chiunque entri in una scuola o in un asilo nido dovrà fornire la prova della vaccinazione o un risultato negativo del test del coronavirus. Si tratta di uno dei più grandi dispiegamenti al mondo di test Sars-CoV-2 a domicilio; Israele chiede alle famiglie di sottoporre a screening tutti i bambini di età inferiore ai 12 anni prima della riapertura delle scuole e degli asili nido dopo la pausa delle vacanze estive. Anche gli over 12 che non sono vaccinati vengono sottoposti a test e alcune scuole stanno anche distribuendo i kit di test agli alunni vaccinati, poiché la variante Delta ha violato l'immunità in numerose occasioni.

Un tentativo ambizioso di identificare gli asintomatici

L'iniziativa è un tentativo ambizioso di identificare e isolare i bambini che sono positivi ma asintomatici prima che vadano a scuola e infettino altri bambini e il personale. I genitori hanno ritirato i kit dei test a scuola e gli è stato chiesto di fare il test (un tampone nasale rapido) entro martedì e controllare i risultati. "Questo programma ha un grande potenziale per ridurre l'estensione dell'infezione nelle classi", ha detto al Times of Israel la professoressa Miri Yemini, esperta in salute e sistema educativo. "L'idea è quella di identificare i casi sottoponendo tutti i bambini di tutte le età al test e chiedendo ai genitori di firmare un documento in cui si afferma che il risultato è negativo".

Ostacoli ce ne sono a volontà, in ogni caso. Basti pensare che già il primo giorno di scuola, secondo l'emittente pubblica Kan, più di 90mila studenti sono attualmente in quarantena perché contagiati o entrati in contatto con qualcuno che è risultato positivo.  Difendendo la decisione di riaprire le scuole, il direttore generale del ministero della Sanità, Nachman Ash, ha affermato che la priorità è mantenere l'economia attiva e riportare i bambini a scuola. ''Non credo che sia un azzardo - ha detto Ash a Channel 12 - Penso che stiamo prendendo una decisione in linea la politica del governo. Vogliamo mantenere l'economia attiva e il sistema educativo attivo''. Tuttavia ha ammesso di prevedere "un aumento (di casi, ndr) con l'apertura delle scuole, ma spero che vedremo un'inversione di tendenza nella prossima settimana o giù di lì".

Il ministro dell'Istruzione Yifat Shasha-Biton si è rivolta ai genitori, agli studenti e agli insegnanti alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico. ''Apprezzo lo sforzo congiunto che ci ha permesso di raggiungere il nostro obiettivo di aprire l'anno scolastico'' in tempo, ha detto Shasha-Bitton. ''Alcuni genitori sono preoccupati e so che non sarà facile, ma abbiamo l'obbligo morale di riportare i bambini a scuola. Glielo dobbiamo come società'', ha aggiunto. ''Insieme abbiamo costruito un programma che assicurerà un ritorno il più sicuro possibile per gli studenti e assicurerà una routine e una continuità di studio'', ha proseguito la ministra, aggiungendo che il suo ufficio ''non esiterà a modificare e adattare il programma secondo le realtà in evoluzione".

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