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Venerdì, 26 Novembre 2021
La reazione estrema

Turchia pronta ad espellere 10 ambasciatori: che succede se Erdogan va fino in fondo

Il Premier turno vuole far dichiarare "non graditi" dieci diplomatici occidentali, che hanno firmato un appello per un giusto processo e la liberazione dell'oppositore politico Osman Kavala

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan non ha ancora cacciato nessuno, ma ha dichiarato di aver dato "istruzioni al ministero degli Esteri per dichiarare “persona non grata” dieci ambasciatori" di Paesi con cui la Turchia è alleata e amica: Stati Uniti, Germania, Francia, Olanda, Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Canada, Nuova Zelanda. Una decisione choc, che qualcuno ha preso come un colpo di testa, altri come la provocazione di un uomo sempre più solo sul fronte internazionale e sempre più in difficoltà nella politica interna, dove gli oppositori stanno crescendo in termini di consenso e vedono aumentare il loro gradimento nei sondaggi. Ma perché una tale decisione?

Il premier turco non ha digerito la presa si posizione degli ambasciatori, che avevano firmato un appello per un giusto processo e per la liberazione del filantropo Osman Kavala, difensore dei diritti umani, prigioniero politico dal novembre 2017. E come sempre Erdogan, quando si sente alle strette, prende decisioni forti per far vede muscoli, di cui non è neppure detto che sa minimamente dotato. La minaccia per ora non si e' ancora concretizzata in un atto ufficiale nei confronti dei capi delle missioni diplomatiche dei dieci Pesi, con le cancellerie in attesa di comunicazioni. Da chiarire il fatto che non è una espulsione, ma è un atto molto pesante perché rappresenta un invito ai Paesi a richiamare i proprio diplomatici. Erdogan dovrà pensarci seriamente prima di passare dalle parole ai fatti perchè se andrà fino in fondo, in automatico scatterà il medesimo provvedimento nei confronti degli ambasciatori turchi negli stessi dieci Paesi.

Erdogan pronto a "cacciare" 10 ambasciatori dalla Turchia

Venuto meno il gradimento, il rappresentante diplomatico viene svuotato delle proprie funzioni e de facto impossibilitato ad esercitarle. Il provvedimento non presuppone un taglio delle relazioni diplomatiche, a quel punto portate avanti dall'incaricato d'affari delle ambasciate, a un livello più basso rispetto al precedente. Insomma quella di Ankara non è una espulsione, ma è chiaro come quegli uomini o donne non potrebbero rimanere in Turchia perché non avrebbe più senso per loro, come anche per i Paesi che rappresentano. A questi ultimi poi passerebbe la palla, per capire se vogliano ricucire o proseguire le relazioni ad un livello più basso.

La prima impressione degli analisti è che questa sia l’ultima sparata di un leader in crisi di nervi. In politica interna aumenta il gradimento degli oppositori e all’estero ha solo Russia e Iran come amici. Si sente alle corde e prova a tirare dei colpi sperando che vadano a segno. “Questo ci fa capire quanto il Governo di Erdogan si trovi da solo in campo internazionale, - ha detto il giornalista e scrittore turno Murat Cinar - La sua richiesta di incontrare Biden non trova accoglienza ed era già stat respinta, cercherà di farlo a Roma in occasione del G20. Erdogan è isolato all’estero e in casa viene da una crisi du quattro anni, nella quale si è dimostrato incapace di affrontare anche l’emergenza Covid. Come sempre, per coprire i sui errori, prova una manovra radicale per fare bella figura col suo elettorato”.

Infatti il Presidente Turco aveva già tenuto comportamenti simili e, dopo il cosiddetto Sofagate e le parole temerarie del Premier italiano Mario Draghi, che aveva definito il Presidente turco un “dittatore”, ci si sarebbe aspetta la fine di qualsiasi rapporto diplomatico fra Turchia e l’Occidente da tempo. Ma non è così. L’accordo tra il paese di Recep Tayyip Erdogan e l’Europa è ancora aperto, almeno formalmente. Anche perché storicamente è la Turchia ad aver sempre chiesto di entrare nell’area di influenza occidentale, avviando anche importanti riforme quali l’abolizione della pena di morte; dall’altra anche l’Europa ha interesse ad inglobare il paese anatolico, così da estendere i propri interessi laddove ci vorrebbero mettere mano anche Russia e Cina. E poi ci sono tanti interessi comuni, ma l’impressione è che la situazione sia destinata a diventare, ancora più difficile perché una fatto così grave, in tempo di pace, non ha precedenti.

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