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Domenica, 21 Aprile 2024
La proposta

"Aumentiamo le spese militari con i soldi del reddito di cittadinanza"

La proposta arriva da Fratelli d'Italia che, in Senato, è pronto a proporre un ordine del giorno

Prendere una parte della spesa per il reddito di cittadinanza e usarla per l’aumento delle spese militari. E’ l’idea di Fratelli d’Italia che si prepara così ad accogliere l’impegno del Governo all’appuntamento in Commissione prima e in Aula al Senato poi. Lo ha confermato il senatore di Fdi Ignazio La Russa, che ha annunciato un ordine del giorno per alzare al 2% del Pil le spese militari italiane. Un impegno “fondamentale” per il Premier Mario Draghi “per l'integrazione politica, perché la garanzia di una difesa europea è la garanzia che non ci faremo più la guerra”. Anche perché frutto di un accordo preso da tempo con la Nato.

L’odg della destra serve anche “per capire se il voto analogo della Camera è morto lì o è ancora un impegno”. Anche perchè la discussione sull’aumento delle spese militari farà sicuramente emergere alcune divisioni sui fronti del Movimento 5 Stelle e Lega. “Crediamo che rispondere a impegni presi molto tempo fa con la Nato significa avere voce in capitolo nelle decisioni. Cioè più libertà e indipendenza. Ma nessuno chiede di arrivare subito al 2%. E comunque si potrebbe usare una quota del reddito di cittadinanza” ha ribadito il senatore di Fratelli d’Italia.

Una proposta che non sarà ben accolta da tutta la sinistra. Sicuramente non dal Movimento 5 Stelle, tra cui caposaldi c’è sempre stato il reddito di cittadinanza. E poi Giuseppe Conte ha detto chiaramente di essere contrario. “Noi chiediamo una norma che aiuti chi veramente ha bisogno. - ha ribadito l’ex Ministro della Difesa - Questa ha sostenuto anche delinquenti e mafiosi. E le spese di Difesa non sono inutili, sono una necessità“.

Non solo i pentastellati però perchè, anche la Lega si ritrova in una posizione difficile, come già capitato in altri contesti, divisa fra le posizioni di una Lega di Governo e una di lotta. Poi La Russa commenta anche le parole del Papa, che ha parlato di “una vergogna” e “una pazzia” pensare di aumentare la spesa per le armi, anziché adoperarsi per orientare verso la pacifica convivenza il sistema delle relazioni internazionali. “E che deve dire un Papa? - ha concluso La Russa - Una cosa è la predicazione morale, sacrosanta, una cosa la realpolitik. Il pacifismo non può essere unilaterale. Noi ci disarmiamo e gli altri no. Lo faremo quando lo faranno pure gli altri. Abbiamo costruito l’Europa come grande potenza mondiale disarmata. E ora ci accorgiamo dell’errore perché abbiamo la guerra dentro i confini di chi ne vorrebbe far parte”.

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