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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Il business delle campagne elettorali: i partiti ci guadagnano il 20%

Per le elezioni amministrative del 2013 sono stati spesi 45 milioni, ma i partiti ne riceveranno 54. E tra buchi di bilancio e contenziosi interni non mancano le situazioni anomale rilevate dalla Corte dei Conti

Nonostante la scure sui bilanci dei partiti imposta dal governo Letta, le campagne elettorali si confermano un bel business per chi fa politica. Un investimento - rivela Marco Bresolin sulla Stampa - che porta in media un guadagno netto pari al 20% del capitale investito. E' quanto emerge dall’esame delle spese sostenute dalle 87 formazioni politiche che hanno partecipato alle elezioni del 2013. 

I numeri dicono che i partiti hanno speso 45,4 milioni di euro per la campagna elettorale, ma ne riceveranno indietro 54 milioni (in quattro tranche annuali, dal 2013 al 2016). Non solo. Secondo il quotidiano diretto da Mario Calabresi, i partiti avevano già a disposizione 46,8 milioni di euro, tra fondo cassa e donazioni private, quindi più di quello che hanno effettivamente speso. 

E di nuovo non è tutto: i 54 milioni di rimborsi sono solo per le elezioni Politiche: in totale, da qui al 2016, ne arriveranno 227,5. Senza la riforma del governo Letta sarebbero stati addirittura 364.

Non mancano poi le situazioni anomale rilevate dalla Corte dei Conti. La Destra ha speso 800 mila euro, ma in cassa ne ha solo 126 mila. Rivoluzione Civile Ingroia ha un "buco" di 800 mila euro perché non tutti i soci hanno versato la loro quota. Fratelli d’Italia non ha trasmesso alcuna documentazione per i contributi ricevuti da una cinquantina di aziende. Insomma, se questo è l'andazzo, la distanza tra eletti ed elettori non potrà che aumentare.

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