Lunedì, 21 Giugno 2021
ELEZIONI / Grecia

Elezioni in Grecia, quale governo dopo il voto: gli scenari possibili

Domenica 20 settembre dieci milioni di elettori alle urne. Molti gli indecisi. Il duello è tra Syriza e Nea Demokratia. Dal governo di coalizione alla vittoria di uno dei schieramenti, ecco gli scenari aperti

ATENE - Domenica la Grecia torna alle urne per eleggere i 300 membri del Parlamento. E' la seconda volta in meno di un anno, dopo il voto di gennaio che incoronò premier il leader di Syriza, Alexis Tsipras, giunto a un soffio dalla maggioranza assoluta nell'Assemblea parlamentare. Oggi la situazione è radicalmente diversa: si torna alle urne dopo le dimissioni di Tsipras, che a luglio è riuscito a far approvare in parlamento il piano lacrime e sangue che accompagna il nuovo salvataggio europeo da 86 miliardi di euro soltanto con i voti dell'opposizione, provocando una spaccatura nel suo partito.

LA SITUAZIONE - Syriza ha perso pezzi e consensi, ma i sondaggi la confermano come prima forza, dando la formazione di sinistra testa a testa con la rediviva Nea Demokratia del conservatore Evangelos Meimarakis. Distaccata l'estrema destra di Alba Dorata che spera di cavalcare l'onda della polemica sulla crisi migratoria per raccogliere voti. Tsipras è convinto di strappare il premio di maggioranza di 50 seggi che va al partito più forte e di poter ottenere il 34% dei voti che gli consentirebbe di governare solo con l'appoggio di un piccolo alleato. Come accadde a gennaio, quando con il 36% ottenne 149 deputati e varò il suo governo con il solo appoggio dei 13 seggi dei nazionalisti di Anel.

LO STRAPPO - Ma con lo strappo della sinistra radicale e la disaffezione dei greci per un premier che ha accettato i diktat della troika nonostante le promesse elettorali di non cedere, gli scenari più probabili del dopo-voto diventano ora una grosse koalition o un governo di unità nazionale.

SONDAGGI - Si vota con il sistema proporzionale con un premio di maggioranza molto corposo: 50 seggi sui 300 a disposizione. La soglia di sbarramanento è del 3%. Al momento, secondo i diversi sondaggi, Syriza e Nuova Democrazia sono testa a testa poco sotto o poco sopra il 30%, Alba Dorata raccoglie il 5-6%, il Pasok e To Potami il 5%.

GROSSE KOALITION - Alleanza tra Syriza e Nuova Democrazia. Una possibilità finora esclusa fermamente da Tsipras. Secondo le simulazioni del quotidiano britannico Telegraph potrebbe però governare con 204 seggi (78 Syriza, 76 Nuova Democrazia e 50 di premio di maggioranza). 

GOVERNO DI COALIZIONE - La formazione che otterrà più voti (gli unici ad avere questa chance secondo i sondaggi sono Syriza e Nuova Democrazia), dovrà obbligatoriamente cercare un alleato scegliendo tra i socialisti del Pasok e i centristi filoeuropei di To Potami che hanno votato il piano di salvataggio europeo a luglio. Le geometrie variabili del parlamento potrebbero vedere un'alleanza tra Syriza, To Potami e Pasok, oppure una maggioranza guidata da Nea Demokratia con To Potami, partiti di centro e Pasok, oppure ancora un governo di unità nazionale con la partecipazione di tutti i principali attori sulla scena politica.

GOVERNO DI SYRIZA - Tsipras spera ancora di farcela a replicare l'esito di gennaio, quando riuscì a governare con un pizzolo alleato come Anel. Ma molto dipende dagli indecisi: il 15% degli elettori di Syriza che dovranno scegliere se dare una seconda chance a un premier che li ha delusi, astenersi o votare la formazione "Unità popolare" nata dalla fuga da Syriza dell'ala sinistra del partito.

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