Giovedì, 25 Febbraio 2021

Chi vincerà le elezioni regionali in Toscana?

Se il Pd perde la regione consegna alla Lega la "roccaforte delle roccaforti". Ma Zingaretti è ottimista e pensa di poter ottenere un buon risultato anche nelle Marche

Chi vincerà le elezioni regionali in Toscana di domenica prossima? Ci saranno ripercussioni a livello nazionale? Monica Guerzoni sul Corriere della Sera racconta come nel Pd siano giorni carichi di tensione. Le ultime ore di campagna elettorale Zingaretti le conduce all'insegna dell'ottimismo. E pensa magari anche al colpaccio: più spazio per i dem nel governo in caso risultati soddisfacenti.

Chi vince le elezioni regionali in Toscana?

«Adesso ventre a terra, poi si vedrà». Il futuro prossimo di Nicola Zingaretti sta chiuso in quel «poi». Tre lettere, scandite più volte dal segretario del Pd in questi ulti- mi giorni di corsa elettorale, che tengono insieme due sce- nari per il dopo elezioni. Nel primo le cose per il Nazareno si mettono male, o malissimo. Il Pd perde la Toscana, consegna alla Lega la roccaforte delle roccaforti e la leadership del presidente del Lazio vacilla, fino a innescare la corsa alla segreteria e la crisi del governo Conte.

Uno scenario da incubo per i dem, che sembrava più che improbabile fino a poche settimane fa ma che nessuno adesso come adesso può escludere con certezza, perché - seppur non siano più disponibili i sondaggi in questa fase pre-elettorale - le voci su un recupero della Ceccardi su Giani in Toscana ci sono.

Come racconta Carmelo Lo Papa su Repubblica, quella in Toscana  è la madre di tutte le sfide "e Matteo Salvini è convinto di giocarsela alla roulette in queste 24 ore di fine campagna". Rosso o nero, non c'è pareggio: se vince in Toscana, con la "sua" Susanna Ceccardi, sbanca la roccaforte della sinistra, diventa il vincitore delle regionali ed esce - spera - dal tunnel politico-giudiziario in cui si ritrova. Se perde, raddoppia la sconfitta dell'Emilia Romagna otto mesi dopo".

Perché il voto in Toscana non è solo locale

Anche se inmolti cercano di confinarlo a puro voto locale, tutti - anche dentro il Pd -  sanno che il voto in Toscana non sarà un voto locale. Perché è un simbolo, è l'altro confine del triangolo rosso, nonostante da tempo non sia più rossa, come raccontano i sei capoluoghi su dieci ormai governati dal centrodestra (Pisa, Arezzo, Pistoia, Grosseto, Massa, Siena) e un centrosinistra progressivamente ridotto al capoluogo di regione, Firenze, unico punto certo. 

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Ma Zingaretti vuole vedere il bicchiere mezzo pieno e, continua Guerzoni sul Corriere della Sera, pensa di poter vincere in Toscana e crede anche che nelle Marche, il suo appello contro le destre a «non giocare col fuoco» scalderà i cuori degli elettori grillini: "Se il Nazareno ha scelto Macerata per chiudere la campagna elettorale al fianco di Maurizio Mangialardi, è perché secondo i sondaggi che girano nella sede del Pd il vento sarebbe cambiato a favore della coalizione di centrosinistra.

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"Fosse così davvero, Zingaretti potrebbe già mettere una bottiglia in frigo. Anzi due, nel caso il fronte del no al referendum fallisse l’obiettivo diribaltare i pronostici. E qui si delinea il secondo scenario. Zingaretti, dopo aver «salvato» la Toscana e magari anche resistito al richiamo dei padri nobili, da Prodi a Veltroni, contro il taglio dei parlamentari, si convince che il governo può concedersi un corposo tagliando. E che il Viminale ha bisogno di un ministro dell’Interno politico: perché non il segretario del Pd? Il quale a quel punto potrebbe ambire anche alla carica di vicepremier, magari in tandem con Luigi Di Maio. 

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