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Martedì, 25 Giugno 2024
Lavoro

Marchionne: "In Italia con i soldi dell'estero". Operai Fiat: "All'estero con i soldi degli italiani"

Continua a far discutere il 'caso Fiat'. L'ad del Lingotto prova a ricucire: "Difendo gli stabilimenti italiani con i guadagni fatti negli Usa". Ma i lavoratori non si fidano e da Pomigliano attaccano azienda, governo e sindacati

"La Fiat sta accumulando perdite per 700 milioni in Europa, e sta reggendo a questa perdita con i successi all'estero, Stati Uniti e Paesi emergenti. Queste sono le uniche due cose che contano". Dopo le polemiche sul futuro della Fiat, le critiche dei sindacati e le richieste di chiarimento del governo sul destino del progetto "Fabbrica Italia", Sergio Marchionne scioglie le riserve e parla così in un'intervista a Repubblica.

'Sergio l'americano' assicura di non voler lasciare l'Italia, anche se per l'azienda sarebbe più economico farlo. Il progetto di Marchionne in un mercato del lavoro in crisi in Italia è "sopravvivere alla tempesta con l'aiuto di quella parte dell'azienda che va bene in America del Nord e del Sud, per sostenere l'Italia: mi pare che sia un progetto strategico".

L'INTERVISTA A REPUBBLICA - Sul richiamo dei ministri Passera e Fornero, Marchionne rivela all'intervistatore Ezio Mauro che  "se mi cercano li vedrò, certo", però "mi impegno ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell'Italia. Io la mia parte la faccio, non sono parole. Quest'anno la Fiat guadagnerà più di 3 miliardi e mezzo a livello operativo, tutti da fuori Italia".

"IL NOME FIAT USATO PER RAGIONI POLITICHE" - "In poche righe di comunicato lei ha seminato il panico sul futuro della Fiat in Italia - chiede il direttore di Repubblica - poi se n'è andato in America senza spiegare niente. Qui ci si interroga sul destino di stabilimenti, famiglie, comunità di lavoro, città. Cosa sta succedendo, e che cosa ha in mente?". E Marchionne risponde: "Attorno a Fabbrica Italia si stava montando una panna del tutto impropria, utilizzando il nome della Fiat per ragioni solo politiche: a destra e a sinistra, perché noi siamo comunque l'unica realtà industriale che può dare un senso allo sviluppo per questo Paese. Capisco tutto, ma quando vedo che veniamo usati come parafulmine, non ci sto".

"PERDITE IN EUROPA, SUCCESSI ALL'ESTERO" - E la verità è che "la Fiat sta accumulando perdite per 700 milioni in Europa, e sta reggendo a questa perdita con i successi all'estero, Stati Uniti e Paesi emergenti. Queste sono le uniche due cose che contano". Marchionne sottolinea: "Se la sentirebbe di investire in un mercato tramortito dalla crisi, se avesse la certezza non solo di non guadagnare un euro ma addirittura, badi bene, di non recuperare i soldi investiti?". Ma, aggiunge, "in questa situazione drammatica, io non ho parlato di esuberi, non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via. Le assicuro che ci vuole una responsabilità molto elevata per fare queste scelte oggi".

SCONTRO CON DELLA VALLE - Infine, una stoccata al patron di Tod's Diego Della Valle che ha nuovamente attaccato i vertici della casa automobilistica ("la famiglia Agnelli metta le mani in tasca, altrimenti torni a far quello che ha sempre saputo fare meglio: sciate, veleggiate, passeggiate e golf"). "In giro vedo troppi maestri d'automobile improvvisati", ha replicato Marchionne.“

POMIGLIANO AD ALTA TENSIONE - Le parole di Marchionne non sono però bastate a rassicurare gli operai in cassa integrazione di Pomigliano d'Arco che martedì mattina si sono radunati davanti al Municipio per chiedere un incontro con il sindaco Lello Russo.

La decisione di 'marciare' verso il Comune è stata presa nel corso di un'assemblea Fiom a palazzo Orologio.

In un primo momento "i cassa integrati" - come hanno chiesto di essere chiamati - hanno cercato di forzare il portone in ferro e vetro del Municipio di Pomigliano. Non essendo riusciti ad entrare, si sono spostati sulla strada adiacente bloccando per alcuni momenti il traffico. È stato quindi esposto uno striscione con la scritta “Contro i licenziamenti, contro gli accordi separati. Fermiamoli”. Successivamente il corteo si è rimesso in movimento, raggiungendo la sede della Uilm, ritenuto "uno dei sindacati complici, che dice sempre sì alla Fiat e ai padroni".

Una volta giunti davanti alla sede del sindacato, "i cassa integrati" hanno iniziato un fitto lancio di uova.

RABBIA FIOM - In occasione della grande assemblea di martedì mattina, la Fiom ha distribuito un volantino che promette battaglia. "In questi giorni" si legge "molti si stupiscono, con molti imbarazzi, dell'annuncio formale da parte di Fiat della fine del piano Fabbrica Italia. Fine peraltro più volte annunciata dalla stessa Fiat nell'ultimo anno". Ma gli operai si dicono tutt'altro che sorpresi, visto che "dei 20 miliardi di investimenti promessi, solo poco più di un miliardo risulta attivato sull'automobile".

Fiat "ha voluto le mani libere nel nostro paese ed oggi, complice una sbagliata valutazione della crisi, consegna al paese stabilimenti attraversati da una cassa integrazione in crescita, che abbatte i salari e il reddito di lavoratori e lavoratrici".

Per questo, la Fiom ritiene "urgente che Fiat dica la verità sullo stato degli investimenti sui modelli, sulla snaturazione degli impianti e sull'occupazione in Italia". Quanto al governo, per il sindacato Cgil "serve che non aspetti telefonate, non chieda chiarimenti su un piano che, per stessa ammissione dell'azienda, non c'è più. Serve che il governo dica con chiarezza se considera la difesa e lo sviluppo dell'impresa automobilistica italiana strategico per il nostro paese". E allora "che convochi la Fiat e chieda alla prorietà, alla famiglia Agnelli-Elkann, cosa intenda fare per contribuire all'interesse nazionale"

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