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Giovedì, 30 Maggio 2024
La legge di bilancio

Pensioni e prelievo sui conti correnti: il governo riscrive la manovra (e accusa i giornali)

Meloni assicura che non ci sarà nessun pignoramento telematico, mentre Salvini mette in chiaro che la Lega non accetterà Quota 104. A stretto giro riprende quota l'ipotesi del pensionamento con 62 anni di età e 41 di contributi. E il leghista ottiene 780 milioni per il Ponte sullo Stretto

Contrordine: non ci sarà alcun prelievo diretto dai conti correnti. La norma, messa nero su bianco nelle bozze della manovra circolata nelle scorse ore, prevedeva la possibilità da parte del fisco di accedere direttamente ai conti correnti dei contribuenti inadempienti per verificarne la disponibilità, senza dover più chiedere alle banche informazioni relative all'esistenza o meno di giacenze e saldi "aggredibili". Ma il governo ha chiarito che sarà cancellata. Anzi. A sentire la presidente del consiglio non è mai stata in discussione. "Avviso ai naviganti" ha fatto sapere Meloni sui suoi canali social. "Nella legge di bilancio NON C'È la misura che consentirebbe all’Agenzia delle Entrate di accedere direttamente ai conti correnti degli italiani per recuperare le imposte non pagate. Consiglio di non inseguire i sentito dire o documenti non ufficiali". 

La smentita è secca e senza appello. Eppure in alcune delle bozze trapelate alla stampa quella norma c'era. Insieme alla stretta sulle pensioni, altro tema spinoso che agita la maggioranza. Già ieri pomeriggio Palazzo Chigi aveva fatto sapere in una nota che le "indiscrezioni giornalistiche sulla legge di stabilità pubblicate in questi giorni su diversi temi di grande interesse (ad esempio pensioni, tasse, presunti prelievi da conti correnti e altro) sono frutto di bozze non definitive", non diffuse dal ministero dell'economia "e dunque da ritenersi non attendibili". E in serata fonti di Palazzo Chigi avevano ribadito che la notizia sui pignoramenti telematici era "totalmente priva di fondamento". 

Alla smentita di Meloni, ha fatto seguito quella del viceministro all' economia Maurizio Leo: "Non c'è nessun pignoramento, questa cosa non c'è" in manovra. Il governo dunque fa quadrato e accusa più o meno velatamente la stampa, anche se è chiaro che quelle versioni della legge di bilancio, per quanto non definitive, non possono essere un'invenzione dei giornali.

Il nodo pensioni e i soldi per il ponte sullo Stretto

Fatto sta che dopo le anticipazioni (smentite), il governo rimette mano alla manovra. Messa in soffitta la discussa norma sui prelievi nei conti correnti, resta il nodo pensioni. La Lega non vuole sentir parlare di Quota 104, misura che pure era stata anticipata già dal ministro dell'Economia Giorgetti dopo l'approvazione della manovra in consiglio dei ministri. "Non ci sarà nessun ritorno alla Fornero, non ci sarà nessuna quota 104" ha tuonato oggi Salvini. Rimettendo dunque tutto in discussione. Della riforma previdenziale "se ne sta occupando il ministro Giorgetti e anche lì si trova una soluzione" ha tagliato corto il viceministro Leo. Una delle ipotesi è quella di rispolverare Quota 103, lasciando in buona sostanza tutto inalterato. Un compromesso che potrebbe accontentare la Lega senza gravare troppo sui conti pubblici.

La conferma è arrivata a stretto giro. In un'ultima bozza della legge di bilancio è infatti prevista la possibilità di andare in pensione a 62 anni (con 41 di contributi) a patto di accontentarsi di un assegno puramente contributivo.

Non solo. In una delle ultime ipotesi circolate sulla manovra spunta anche uno stanziamento di 11,6 miliardi di euro fino al 2032 per il ponte sullo Stretto di Messina, di cui 780 milioni per il 2024. Una prima (e importante) vittoria per Matteo Salvini che da quando è ministro delle Infrastrutture ha fatto dell'opera un suo cavallo di battaglia. 

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