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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Migranti, Minniti: "Tra due settimane il Piano nazionale per l'integrazione"

A breve il governo presenterà il Piano nazionale per l'integrazione. "Affronteremo il tema della lingua, della cultura e dei percorsi di lavoro", ha anticipato il ministro dell'Interno Minniti, che è tornato anche a parlare di Ius soli e del Patto per l'Islam italiano

Conto alla rovescia per la presentazione del "Piano nazionale per l'integrazione". A metà settembre infatti il governo presenterà il documento, di cui per ora ben poco si sa a parte alcune anticipazioni per bocca del ministro della Difesa Marco Minniti.

"Affronteremo il tema della lingua, della cultura e dei percorsi di lavoro", ha annunciato oggi Minniti parlando di integrazione alla Summer School 2017 di Confartigianato. Intervistato da Milena Gabanelli alla Festa del Fatto Quotidiano in Versilia, qualche giorno fa Minniti aveva lanciato qualche anteprima, senza però fornire ulteriori dettagli. " Il punto è lavorare perché coloro che arrivano imparino la nostra lingua e siano capaci di misurarsi con culture differenti", aveva detto il ministro, per il quale il rispetto dei diritti umani "non è cancellabile". "L'integrazione culturale è una gigantesca questione", non affatto "scontata", aveva spiegato poi, sottolineando poi che "Non c’è un legame tra terrorismo e immigrazione, ma tra terrorismo e mancata integrazione". 

Il ministro Minniti, con riferimento alle politiche di integrazione sostenute dal suo ministero e dal governo, ha sottolineato durante la kermesse di Confocommercio la grande importanza del Patto per l’Islam italiano sottoscritto nei mesi scorsi con le più importanti associazioni musulmani nel nostro Paese. "Al Viminale – ha poi annunciato Minniti – abbiamo anche l’elenco degli Imam".

Quanto al tema dello ius soli, il ministro ha aggiunto: “La legge si chiama Ius soli ma in realtà è più complessa e contempla anche lo Ius culturae: cioè l’aver completato il ciclo scolastico. Perché a uno così devi dirgli di aspettare il diciottesimo anno di età per diventare italiano? Bisogna investire nelle energie migliori e poi è chiaro che ci sono sfide che si perdono e sfide che si vincono”. “Un Paese che governa e gestisce i flussi di immigrazione – ha continuato – deve avere il coraggio di dare la nazionalità a chi è nato qui da genitori che soggiornano regolarmente e lavorano nel nostro Paese”.

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