Domenica, 17 Gennaio 2021

Conte, la moglie e l'amante: sarà Sandra Lonardo Mastella a salvare il governo?

Il marito Clemente spiega oggi che i Responsabili potrebbero salvare il premier a patto che si dia loro "la dignità". Ovvero un riconoscimento e un progetto politico. Non certo poltrone, per carità

"Giuseppe Conte deve capirlo, i responsabili sono come l’amante. A un certo punto devi dare loro dignità, portarli allo scoperto, riconoscerne il valore. Altrimenti ti dicono addio e sul più bello non potrai contare su di loro": in questo virgolettato attribuito oggi a Clemente Mastella, ex Dc ed ex ministro della Giustizia che contribuì a far cadere il governo Prodi, c'è tutto lo scarsissimo equilibrio in cui si regge una situazione politica in estremo bilico mentre Matteo Renzi potrebbe dare oggi l'addio alla maggioranza e a bordocampo si scaldano i Responsabili per sostenere un esecutivo traballante. 

Conte, la moglie e l'amante: sarà Sandra Lonardo Mastella a salvare il governo?

Perché la celeberrima Alessandrina Lonardo detta Sandra, moglie del più celebre Clemente, è senatrice eletta nelle liste di Forza Italia proprio nel feudo del marito, ovvero il collegio proporzionale Avellino-Benevento. E nel luglio 2020 ha lasciato il Cavaliere con parole ben precise: "La mia storia è diversa da quella che oggi esprime la coalizione nella quale sono stata eletta e alla quale ho dato un contributo, anche vistoso e rilevante, in termini elettorali. La guida salviniana che si è imposta negli ultimi tempi in questa coalizione è l’esatto contrario del mio stile, del mio modo di pensare, della mia tradizione culturale e politica". Subito dopo ha sostenuto con la sua lista Noi Campani la rielezione di Vincenzo De Luca a governatore, ma guai anche solo a pensare che sia passata alla sinistra. "La crisi di governo c'è, è innegabile, non si può sostenere il contrario. Subito dopo la crisi intendo far partire un'iniziativa per recuperare vecchi amici e nuovi contributi, quelli che sono interessati. Al 2% ci arriverò pure io, anche se non ho una rappresentanza parlamentare come quella di Renzi", ha infatti spiegato ieri in una intervista all'Adnkronos il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, anticipando che questa nuova formazione politica si collocherà "nell'ambito del centro, per una collaborazione con il centro-sinistra". "Non posso prevedere quale sia la conclusione della crisi di governo - ha premesso l'ex ministro e parlamentare centrista - questo bisognerebbe chiederlo chi la crisi l'ha aperta. Posso però assicurare che i responsabili ci sono e sarebbero molti di più di quelli che si possa immaginare, come del resto si è già visto nelle votazioni che si sono tenute di in Parlamento, se ci fosse un'iniziativa seria sul piano politico che li possa tenere insieme. Non puoi tenere in piedi un gruppetto di persone solo in Parlamento, se non hai un radicamento nelle realtà locali". 

E tanto per essere ancora più chiari: "Un gruppo di parlamentari - aggiunge Mastella - dà l'idea di un'iniziativa 'usa e getta' e nessuna persona seria vuole essere 'usa e getta'. Per questo ho intenzione di fare un'iniziativa politica, insieme a altri, per rimettere in piedi una realtà che parta dalle esigenze locali e arrivi fino in Parlamento, fino a Roma. Qualche parlamentare pronto già c'è. La metteremo a fuoco quando sarà il momento. Non si possono lasciare soli quelli che, responsabilmente, appunto, vogliono dare una mano". Ma per realizzare un'operazione di questa portata, conclude Mastella, "occorre fare qualcosa di strutturato, non puoi utilizzare la paura delle elezioni per dire state con me".

Conte manda Renzi all'opposizione?

Nasce il governo Conte-Mastella? 

Insomma, nasce il governo Conte-Mastella? Ad adombrarlo è stato proprio Renzi a Cartabianca ieri: "Loro hanno già trovato i numeri per il nuovo governo. Si passa dal governo Conte-Salvini, al Conte-Zingaretti, al Conte-Mastella. Tanti auguri, ma io non sono disponibile al più grande sperpero di denaro pubblico che ci sia mai stato". Ma Sandra Lonardo non ci sta e smentisce tutto: "Io sto votando il governo per un fatto di responsabilità personale, cioè come Sandra Lonardo e non da oggi. Non ho avuto nessun tipo di contatto né da Conte né da altri, nessuno mi può dire che sto mettendo in piedi chissà che cosa, è una voce che è stata montata, non capisco da dove", ha detto ieri all'Ansa. Poi ha aggiunto: "Se di fronte alle bizze di Renzi, perché queste sono bizze, il premier avesse davvero i numeri in Parlamento, sono contenta per il Paese perché credo che il Paese non necessita di una crisi di questo tipo". E ha concluso: "Non è questione di Conte bis o ter, ma è che la gente non può restare senza un governo. E comunque mi chiedo: si va a votare realmente con una pandemia in corso?". No, certo, non si può andare a votare: è una questione di responsabilità. E i numeri? Secondo Repubblica ci sono, o quasi:

A Palazzo Chigi continuano a sostenre che basterà arrivare a quota 158 per riprendere il largo, perché i senatori eletti sono 315 (altri sei a vita). Finora possono contare sui 92 del M5S, sui 35 dem, i 5 di Leu, i 6 delle Autonomie e sui 9 del Misto già con loro in molte occasioni: Buccarella, Cario, De Bonis, Di Marzio, Fantetti, Fattori, Lonardo, Merlo, Ruotolo. Fanno 147. Ne mancherebbero all’appello 11. Il pressing sugli altri ex 5S Ciampolillo, Drago, Martelli, Pacifico, De Falco, Nugnes, Giarrusso diventa determinante. E poi c’è l’incognita dell’ex pd Tommaso Cerno. 

Ma questo a patto che all'amante Responsabile si dia dignità. Non poltrone, per carità. Dignità.

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