Venerdì, 16 Aprile 2021
Cos'è e come funziona / Russia

Carnivak-Cov: il primo vaccino anti covid per animali

L'obiettivo è avviare la produzione già ad aprile, dopo la sperimentazione clinica che va avanti dallo scorso ottobre e che ha visto coinvolti cani, gatti, visoni, volpi e altri animali. È importante ribadire che finora non ci sono prove scientifiche sulla trasmissione del nuovo coronavirus dagli animali da compagnia all'uomo

Carnivak-Cov è il primo vaccino al mondo per animali contro Covid-19. È stato registrato in Russia ed è stato sviluppato dagli scienziati del Servizio federale per la sorveglianza veterinaria e fitosanitaria (Rosselkhoznadzor). "Carnivak-Cov, un vaccino inattivato con sorbato contro l'infezione da coronavirus (Covid-19) per gli animali carnivori, sviluppato dal Centro federale per la salute animale di Rosselkhoznadzor, è stato registrato in Russia. Finora, è il primo e unico prodotto al mondo per prevenire il Covid-19 negli animali", ha annunciato il vice capo dell'organismo di controllo Konstantin Savenkov, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa russa Tass.

Carnivak-Cov: come funziona il primo vaccino anti covid per animali

La produzione di massa del primo vaccino anti covid animale al mondo potrebbe essere lanciata già ad aprile. Gli studi clinici su Carnivak-Cov, secondo quanto dichiarato da Savenkov, sono iniziati lo scorso ottobre e hanno coinvolto cani, gatti, volpi, visoni e altri animali. "Il risultato della ricerca ci dà motivo di concludere che il vaccino è sicuro e ha un forte effetto immunogenico, perché tutti gli animali vaccinati hanno sviluppato anticorpi contro il nuovo coronavirus nel 100%", ha precisato il vice capo dell'organismo di controllo russo.

Nei prossimi mesi gli scienziati russi continueranno la loro ricerca nel tentativo di scoprire quanto dura l'effetto del vaccino. Al momento, come ha dichiarato Savenkov, "si stima che durerà non meno di sei mesi". Gli acquisti di questo vaccino sarebbero già stati pianificati da aziende di allevamento di animali domestici e aziende commerciali provenienti da Grecia, Polonia e Austria.

È importante ribadire, come specificato dal ministero della Salute nelle Faq dedicate, che finora non ci sono prove scientifiche sulla trasmissione del nuovo coronavirus dagli animali da compagnia all'uomo. Sono gli animali da compagnia come cani e gatti ad essere esposti al contagio da parte dell'essere umano e non viceversa. Non esiste, infatti, alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo epidemiologico nella diffusione di Sars-CoV-2 che riconosce il contagio interumano come via principale di trasmissione. 
 

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