Mercoledì, 25 Novembre 2020

In Lombardia due ceppi di SARS-COV-2 e catene di contagio diverse: lo studio

La ricerca condotta dagli scienziati dell'ospedale Niguarda di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia. A metà febbraio cinque persone avevano già sviluppato anticorpi al virus

Il primo ritratto in bianco e nero del virus SarsCoV2 isolato in Lombardia all'Ospedale Sacco di Milano: le immagini al microscopio elettronico mostrano le particelle virali attaccate alle membrane delle cellule e la loro tipica corona di glicoproteine superficiali. ANSA/Laboratorio di Anatomia patologica del Dipartimento di Scienze biomediche dell'Università Statale di Milano

Sarebbero almeno 2 i ceppi di coronavirus circolanti da metà gennaio in Lombardia. E sarebbero due le maggiori catene di trasmissione virale localizzate in modo preponderante in due diversi territori della regione, a nord e a sud. A suggerirlo uno studio condotto da ricercatori dell'ospedale Niguarda di Milano e del Policlinico San Matteo di Pavia, secondo cui l'analisi comparativa dei genomi virali (condotta con metodi statistici), derivati da tamponi raccolti dal 22 febbraio al 4 aprile 2020, fa risalire l'ingresso del SARS-COV-2 in Lombardia verso la seconda metà di gennaio.

"Quando è stato riscontrato il primo caso a Codogno, in una forma leggermente diversa, lo stesso era già presente nella zona nord (includente Alzano e Nembro)", ha spiegato Fausto Baldanti, responsabile del Laboratorio di virologia molecolare del San Matteo e professore dell'università di Pavia.

A metà febbraio cinque persone avevano già sviluppato anticorpi

Il virus dunque circolava già ben prima del primo caso di Codogno. Il dato, su cui convergono ormai molti studi, è corroborato dalla valutazione della sieroprevalenza di anticorpi neutralizzanti contro il patogeno nei donatori di sangue della zona rossa di Lodi che, oltre che a consentire di stimare precisamente la diffusione dell'infezione, ha identificato 5 soggetti sieropositivi nel periodo tra il 12 e il 17 febbraio 2020. Tenendo conto che gli anticorpi neutralizzanti si sviluppano circa 3-4 settimane dopo l'infezione, questi dati dimostrano la presenza del virus a partire dalla seconda metà di gennaio 2020.

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