Lunedì, 18 Gennaio 2021

Coronavirus: come difendersi dal contagio a casa e in ufficio

I risultati di tre studi pubblicati su Nature che fanno il punto sui dispositivi di protezione e sui comportamenti virtuosi che possono aiutarci a evitare la positività e la malattia

Come difendersi dal contagio da coronavirus in casa e in ufficio? Una lettera di Scienziate per la Società pubblicata oggi dal Corriere della Sera riepiloga i risultati di tre studi pubblicati su Nature che fanno il punto sui dispositivi di protezione e sui comportamenti virtuosi che possono aiutarci a evitare la positività e la malattia. 

Coronavirus: come difendersi dal contagio in casa e in ufficio

Il primo studio che viene illustrato è quello pubblicato il 24 ottobre su Nature Medicini che mostra quanto è importante la mascherina nel contenere la diffusione e la gravità dell'infezione. La mascherina riduce tutte le infezioni dovute ai virus respiratori e se indossata correttamente potrebbe evitare 130mila morti negli Usa da qui a febbraio 2021

A realizzarlo sono stati i ricercatori dell'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington. Lo studio, di cui abbiamo parlato anche su Today, si basa su delle proiezioni statistiche che tengono conto di diversi scenari di utilizzo della mascherina. Il periodo di tempo preso in analisi va da settembre 2020 a febbraio 2021 e analizza le possibili morti che potrebbero avvenire in questo lasso temporale. Il primo scenario riguarda l'attuale stato delle misure restrittive utilizzate negli stati americani, parla della possibilità di oltre un milione di morti solo negli Stati Uniti. Questo calcolando anche che molti tra gli stati americani stanno “allentando” le misure restrittive. Nel caso in cui vengano reintrodotte delle restrizioni sociali, come lockdown per almeno sei settimane una volta arrivati a una certa soglia di decessi, i morti potrebbero ridursi a 511mila, sempre considerando lo stesso periodo di tempo.

Il dato più importante arriva dall'ultimo scenario: in questo caso si calcola l'incidenza che potrebbe avere l'utilizzo della mascherina. Se il 95% della popolazione la indossasse i decessi potrebbero calare a 381mila. Con l'utilizzo massivo della mascherina, esisterebbe una variazione di decessi di circa 130mila unità. Variazione che rimarrebbe consistente anche nel caso in cui la utilizzasse l'85% degli americani. In quel caso verrebbero salvate 96mila vita umane. Lo studio sull'importanza dell'utilizzo della mascherina nasce dalla constatazione che negli Stati Uniti, alla data dello scorso 21 settembre, solo il 49% si è detto utilizzatore della mascherina. Lo studio dell'Università di Washington è solo uno dei tanti studi che sono stati pubblicati negli ultimi tempi per dimostrare l'efficacia dell'utilizzo della mascherina. Esistono anche delle “dimostrazioni” in video dell'impatto che questo strumento può avere nella diffusione della saliva.

Come il coronavirus si diffonde a casa, in un bar o a scuola: ecco a cosa stare attenti per evitare il contagio

Gli studi sul contagio da coronavirus in casa e in ufficio

Il secondo studio che viene illustrato è quello pubblicato il 21 ottobre dal Center for Disease Control and Prevention (CdC americano: spiega che il rischio più alto si ha quando si consumano i pasti: 

È verosimile che questo sia dovuto al fatto che per mangiare e bere si è costretti a togliere la mascherina e che nel momento di convivialità ci si avvicina e si conversa ad alta voce, elemento di ulteriore rischio perla diffusione del virus.

Per le stesse ragioni il rischio di infezione tende ad aumentare facendo sport in compagnia e in occasione di funzioni religiose, ricevimenti per matrimoni o altri riti, feste private.

Al contrario di quanto atteso, non è stato invece riportato un rischio maggiore di trasmissione del virus sui mezzi pubblici, dove le persone indossano sempre la mascherina e normalmente non conversano a voce alta. Queste analisi rafforzano le evidenze,riportate in studi precedenti, che distanziamento e uso della mascherina sono associati a una ridotta carica virale e a una malattia meno aggressiva anche in caso di infezione. Il terzo studio ci dice che un altro ambiente a rischio è la famiglia: si tratta di una ricerca coreana ripresa su Science il 23 ottobre e dimostra che le probabilità di ammalarsi sono sei volte maggiori se si ha un familiare positivo. La maggior parte dei contagi (dal 46% al 66%) avviene in famiglia. E in ufficio?

Sulla base dei dati che abbiamo riportato, riteniamo che distanziamento e mascherina indossata correttamente fuori e dentro casa, contribuirebbero a ridurre notevolmente la diffusione del virus, in special modo nelle famiglie numerose o i cui componenti sono ad alto rischio di contagio.

La mascherina tutela dal pericolo di contagio non solo i soggetti fragili ma tutti i componenti familiari. E se vogliamo mangiare in compagnia, anche fuori casa, teniamo la distanza e limitiamo la conversazione ai momenti in cui è possibile rimettere la mascherina. 

Come ci si contagia? Occhio ad ascensori, bancomat e maniglie

Ieri il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, parlando con l'Adnkronos Salute, ha messo in guarda da "ascensori, bancomat e tastierini delle macchinette distributrici di acqua o snack. Dopo aver toccato queste pulsantiere è bene sempre lavare o igienizzare le mani", ha raccomandato. 

"Gli ascensori, poi, sono uno spazio ristretto e non arieggiato, dunque condividerli rappresenta un'insidia". Meglio optare per le scale, quindi. "Attenzione poi alle maniglie negli uffici, ma anche nei mezzi pubblici. Dopo questi contatti occorre sempre igienizzarsi", ha concluso Pregliasco. Che riguardo la situazione dell'epidemia ha le idee chiare "Ora sono convinto che sia possibile piegare la curva in un mese se saremo uniti e, sulla linea del nuovo Dpcm, sapremo ridurre i contatti non essenziali. Mi rendo conto che questo è un Dpcm di compromesso, e che a pagare è la socialità, ma se riusciamo a limitare i nostri contatti è fattibile piegare la curva in un mese". 

 "Da punto di vista della salute più si chiude, meglio è - ha precisato - ma mi rendo conto che interventi come il primo lockdown comportano anche costi di altri tipo, molto pesanti. Se saremo uniti e riusciremo a limitare la nostra socialità al massimo, sono fiducioso che sia possibile piegare la curva ed evitare misure peggiori". Pregliasco è tornato ad invitare tutti a "un nuovo galateo, che comporta una serie di misure, dai saluti senza contatto fisico all'uso della mascherina, all'igiene delle mani, al distanziamento, fino all'evitare i luoghi affollati e chiusi. Un galateo che può aiutarci in questi mesi in cui dovremo convivere con il virus", conclude. 

Verso un nuovo Dpcm a novembre per il lockdown in Italia?

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus: come difendersi dal contagio a casa e in ufficio

Today è in caricamento