Martedì, 11 Maggio 2021

Cos'è questa storia del cortisone e degli errori dei medici di base nella cura di Covid-19

Gli infettivologi del Policlinico Sant'Orsola di Bologna scrivono all'Ordine: "Negli ospedali arrivano pazienti, anche giovani, che hanno iniziato la terapia prematuramente". Cosa dice il Ministero della Salute

Foto di repertorio

Negli ospedali di Bologna arrivano sempre più pazienti, anche giovani, con una severa infezione da Covid perché hanno iniziato troppo presto una cura a base di cortisone. A lanciare l'allarme sono gli infettivologi del Policlinico Sant'Orsola che in una lettera inviata all'Ordine dei medici di Bologna bacchettano duramente i medici di base che prescrivono una terapia a tutti gli effetti sbagliata contro il coronavirus. La situazione è tale che i primari del Sant'Orsola Pierluigi Viale, Luciano Attard e Fabio Tumietto hanno chiesto all'Ordine di diffondere la comunicazione. 

"I medici di medicina generale ­- scrivono Viale, Attard e Tumietto - devono essere consapevoli della loro responsabilità nel momento in cui si avventurano in tale e altre prescrizioni fuori dalle linee guida". Nella missiva, si spiega che "nei Pronto soccorso di tutta Bologna stanno arrivando pazienti, anche giovani, con covid-19 severo che hanno quale unico fattore di rischio il fatto di avere iniziato la terapia con cortisone prematuramente". Secondo i tre esperti del Policlinico, "deve essere chiaro che un trattamento con cortisone iniziato entro sette giorni dall'esordio dei sintomi favorisce la replicazione virale e quindi l'infezione e le sue conseguenze". Peraltro, aggiungono, "il Ministero ha comunque sconsigliato nei pazienti con covid-19 l'uso di cortisone sul territorio, con la sola eccezione dei soggetti in ossigeno-terapia domiciliare". Questi pazienti, tra l'altro, "dovrebbero essere ricoverati in ospedale se, per condizioni di base, elegibili a trattamento intensivistico", precisano Viale, Attard e Tumietto.

Il cortisone contro Covid-19: cosa dice il Ministero della Salute

E in effetti in una circolare del Ministero della Salute per le gestione domiciliare dei pazienti Covid, si legge che l'uso dei corticosteroidi viene raccomandato solo "nei soggetti ospedalizzati con malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione di ossigeno" mentre l'uso a domicilio "può essere considerato in quei pazienti il cui quadro clinico non migliora entro le 72 ore, se in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l’ossigenoterapia". Peraltro, spiega ancora la circolare, l’utilizzo del cortisone nella fase iniziale della malattia "potrebbe avere un impatto negativo sulla risposta immunitaria sviluppata".

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