Venerdì, 7 Maggio 2021
Sport italiano in lutto

Addio a Filippo Mondelli, campione mondiale di canottaggio ucciso dal tumore a 26 anni

A gennaio 2020 era stato costretto a sospendere l’attività agonistica a causa di una patologia ossea. Ora il tragico annuncio. La Federazione: “Nella vita è sempre stato un guerriero”

Filippo Mondelli (foto Ufficio Stampa Coni)

Lutto nel mondo dello sport. È morto Filippo Mondelli, campione del mondo di canottaggio nel 2018 nel quattro di coppia. Mondelli, che il prossimo 18 giugno avrebbe compiuto 27 anni, aveva un osteosarcoma alla gamba sinistra. Mondelli era stato eletto lo scorso 13 aprile nel Consiglio Nazionale del Coni, come primo e più votato (54 preferenze) rappresentante degli atleti. C'era anche lui, insieme ad Andrea Panizza, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili, sull'imbarcazione che ha qualificato l'Italia per i Giochi di Tokyo.

In una nota, il presidente del Coni Giovanni Malagò si è detto "profondamente addolorato" per la scomparsa di Mondelli e, insieme alla Federcanottaggio e al Presidente Abbagnale, a nome della Giunta, del Consiglio Nazionale e di tutto il movimento, ha voluto unirsi al cordoglio della famiglia "per la perdita di un grande campione, dentro e fuori dall'acqua, un esempio di capacità e di coraggio, un portabandiera dei valori che rendono grande il mondo sportivo". Il Coni, in segno di lutto, ha issato a mezz'asta le bandiere istituzionali. 

Addio a Filippo Mondelli: "Nella vita è sempre stato un guerriero"

Federcanottaggio ha condiviso un commosso ricordo del giovane 'Pippo' Mondelli. "Nella sua vita è sempre stato un guerriero. È stato un ragazzo che ha lottato, gioito e goduto della vittoria più bella, il titolo mondiale sul quattro di coppia conquistato il 15 settembre 2018 a Plovdiv al termine di una gara perfetta - scrive Federcanottaggio - Il 31 agosto 2019 è ancora Filippo, con il suo quattro di coppia, a qualificare la barca per le Olimpiadi e vincere la medaglia di bronzo". Poi però nel gennaio 2020 Mondelli era costretto a sospendere l’attività agonistica a causa di una patologia ossea. Poco più di un anno dopo la scoperta della grave malattia, il tragico annuncio della morte del campione.

"Pippo, da guerriero quale era, è stato vinto da un avversario implacabile che non ha avuto rispetto per la sua giovane età – a soli 27 anni –, non ha avuto rispetto per la sua famiglia e per tutte le persone che lo hanno amato. Saremo noi, insieme a tutti quelli che hanno apprezzato la sua passione per la vita e per il canottaggio, amato per il ragazzo solare che era, condiviso con lui tutto, supportato ogni volta che ne aveva bisogno, gioito con lui per tutte le belle cose che ci ha regalato, a rimanere in rispettoso silenzio per la grave perdita che ha colpito la sua famiglia e tutta la comunità remiera e sportiva nazionale, poiché da poco era stato eletto, il più votato, come componente in quota atleti del Consiglio Nazionale Coni. Silenzio e rispetto per la perdita incolmabile di un ragazzo speciale in tutto. Silenzio e rispetto per il dolore che ha colpito la sua famiglia. Silenzio e rispetto per il dispiacere e l’amarezza di tutte le persone che lo hanno conosciuto".

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