Giovedì, 17 Giugno 2021
L'inchiesta

Indagato il presidente del Verona Maurizio Setti e sequestrati 6,5 milioni

L’indagine era partita alla fine del 2020 e nel tempo avrebbe portato ad accusare il patron della squadra gialloblu. Ora lui è accusato di autoriciclaggio e appropriazione indebita

Maurizio Setti - foto Ansa

Avrebbe sottratto soldi dalle casse dell’Hellas Verona, società calcistica che milita in serie A, per farli girare all’interno di altre società sportive che gestiva in Emilia Romagna, approffittando del suo ruolo nella società veneta e delle sue posizioni all’interno delle altre società bolognesi. Per questo la Procura di Bologna ha indagato Maurizio Setti, già numero due del Bologna una decina di anni fa. Lui, che è anche patron del Verona, è accusato di autoriciclaggio e appropriazione indebita. In sostanza, secondo le accuse, Setti avrebbe attinto dale case della società gialloblu per rimpinguare le casse delle altre società più piccole che erano a rischio fallimento. Un rischio che Setti non avrebbe mai potuto permettersi perché altrimenti sarebbe stata a rischio anche la sopravvivenza del Verona.

Ne sono così convinti I militari della Guardia di Finanza che il sequestro di 6,5 milioni di euro al Verona sarebbe stato necessario proprio per la salvaguardia del capitale della quadra di calcio. Un vero "maquillage contabile" che avrebbe depauperato la società sportiva e un "rischio fortissimo" della dispersione dei fondi presumibilmente distratti dai bilanci, trasformati in utili da dividendo. 

L’indagine era partita alla fine del 2020 e nel tempo avrebbe fatto emergere come l'imprenditore avrebbe cercato di nascondere l'origine delle somme di cui si era appropriato indicandone in diversi documenti bancari e contabili la provenienza da una distribuzione di dividendi.

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