Martedì, 26 Ottobre 2021
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Hacker viola profilo di Zuckerberg: la password era "Dadada"

Tutti i profili social del fondatore di Facebook "bucati" da un gruppo di hacker che ha sfruttato la pessima abitudine di usare ripetutamente la stessa password, tra l'altro molto semplice

Gli hacker sono entrati nei profili Instagram, Twitter, LinkedIn e Pinterest di Mark Zuckerberg. I pirati del web raccolti dietro la sigla 'Ourmine Team' che fa l'occhiolino alla galassia bitcoin, sono riusciti a violare gli account pubblicando sui profili messaggi che ne rilevavano la password, una parola chiave peraltro banalissima, non certo quella che ci si aspetterebbe da uno dei re di internet: 'dadada'.

LA PASSWORD - L'utilizzo di una chiave d'accesso così semplice non è nemmeno l'errore più clamoroso commesso dall'ad del social network più popolare del mondo. Venendo meno a uno dei principi cardine della sicurezza telematica Zuckerberg aveva utilizzato la stessa password del profilo LinkedIn che nel 2012 era stato violato dai pirati informatici insieme ad altri 160 milioni di account, per poi essere messa in vendita in rete lo scorso mese.

L'ATTACCO HACKER - Su Twitter - che Zuckerberg non usa da quattro anni - gli hacker si sono divertiti a scrivere: "Hey @finkd, eri nel database di LinkedIn con la password dadada", come riporta l'edizione online di Newsweek. Su Pinterest hanno modificato il nome del profilo in "Hacked By OurMine Team", mentre non ci sarebbe stato nessun accesso all'account di Facebook. Poche ore dopo la violazione sarebbe scomparsa qualunque traccia dei danni sui profili, mentre l'account Twitter del collettivo OurMine è stato sospeso. La password di Zuckerberg sarebbe stata recuperata dal database di credenziali rubate da oltre 100 milioni di profili su LinkedIn, sottratte alla piattaforma nel 2012, di cui però si è avuta notizia solo pochi giorni fa. L'episodio è simile a quanto accaduto qualche giorno fa al profilo della popstar Katy Perry.

Gli hacker hanno sostenuto di essere entrati anche nel profilo Instagram di Zuckerberg, il che sarebbe ancora più imbarazzante dal momento che Instagram è una controllata di Facebook, ma l'azienda ha smentito. Quantomeno il profilo Facebook del miliardario trentaduenne non è stato oggetto di irruzioni indesiderate. 

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