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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Entro il 2050 l'immunoterapia potrebbe curare tutti i tumori

Studi combinati al Mit stanno cominciando a dimostrare una nuova efficacia di alcuni farmaci. La strada è comunque molto lunga

L'immunoterapia è una realtà per la cura di alcuni tumori, ma il risveglio del sistema immunitario per combattere il cancro, nei prossimi anni, potrebbe dare dei risultati sorprendenti ed essere estesa ad altre malattie incurabili. Il progresso nella ricerca potrebbe realizzarsi in futuro grazie a una nuova strategia combinata, che ha cominciato a dare i primi frutti nei laboratori del Mit (Massachusetts Institute of Technology) di Boston.

L'immunoterapia potrebbe sconfiggere il cancro

I ricercatori ammettono che la strada è ancora molto lunga e i tempi per la sperimentazione sull'uomo non sono ancora maturi, ma la convinzione è che entro il 2050 l'immunoterapia potrà curare ogni forma tumorale, data già "profetizzata" da Tasaku Honjo, immunologo giapponese insignito del premio Nobel nel 2018.

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La lotta intelligente al cancro, ad oggi, sfrutta una combinazione di farmaci differenti, tra i quali anche quelli che risvegliano i "guardiani" del sistema immunitario, i cosiddetti linfociti T. La loro efficacia, tuttavia, è ancora limitata ad alcuni tumori. Per migliorarne l'efficacia, i ricercatori del Mit hanno quindi provato una strategia combinata che consiste in:

  • prelevare le cellule malate
  • danneggiarle in provetta con farmaci chemioterapici
  • reimpiantarle nel tumore, affinché mandino segnali ai linfociti T, rinvigoriti dal farmaco immunoterapico

Dall'esperimento, pubblicato sulla rivista di settore Science Signaling, emerge come le cellule danneggiate nel Dna, ancora vive, siano più efficaci nel mandare segnali al sistema immunitario rispetto a quelle morte. Le cellule che stanno per morire, infatti, emetterebbero segnali di allarme che inducono i linfociti T a distruggere ogni cellula tumorale presente nei paraggi.

Il trattamento, per ora, è stato sperimentato su topi con melanoma e tumore della mammella, e ha dimostrato di eliminare completamente la malattia nel 40% dei casi. Inoltre, quando nuove cellule tumorali sono state iniettate nei topi a mesi di distanza, i linfociti T sono riusciti a riconoscerle e distruggerle prima che potessero formare nuovi tumori.

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