Lunedì, 12 Aprile 2021
5G

Recovery Fund, l'imperativo: «Bisogna aumentare gli investimenti sul 5G»

Guindani, presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni: «Servono autorizzazioni in massimo 60 giorni per snellire i processi»

Sburocratizzare i processi per ottenere le autorizzazioni e puntare sugli investimenti per la rete 5G. Devono essere queste le priorità per la digitalizzazione del Paese secondo Pietro Guindani, presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni, in un'intervista di oggi a Il Messaggero.

Servono almeno 10 miliardi di euro da destinare alla rete veloce e 2 per lo sviluppo di tecnologie radio aperte

L'obiettivo secondo Guindani dev'essere quello di incentivare l'adozione dello standard "OpenRan" che permetterà di rendere versatile una rete che si rende sempre più necessaria, specie a fronte di accessi e richieste nel corso del lungo periodo di lockdown. «Se le infrastrutture sono le fondamenta della trasformazione digitale di un Paese, - ha detto - senza tener conto di queste, gli stanziamenti per rinnovare la Pubblica amministrazione e le singole imprese non raggiungerebbero il traguardo».

Nel testo del Pnrr, (Piano nazionale di ripresa e resilienza) sono stanziati 4,2 miliardi di euro per lo sviluppo di banda larga, 5G e monitoraggio satellitare, ai quali però bisogna sottrarre 900 milioni destinati ad un progetto per le reti satellitare, 1,1 miliardi ai famosi voucher e altri 1,1 miliardi al rinnovamento strutturale delle zone grigie. «Vi è esigenza di un ulteriore investimento pubblico che si affianchi a quello degli operatori privati - prosegue Guindani - La commissione Ue ha stimato un impegno di almeno 70 miliardi di euro in 7 anni per la copertura ultrabroadband in Italia. Il lavoro va completato entro il 2026, come da progettualità del Pnrr».

Snellire la burocrazia

Da risolvere non c'è comunque solo la questione dei fondi ma anche quella della burocrazia che rallenta l'ottenimento delle autorizzazioni per scavi e, di conseguenza, la finalizzazione dell'infrastruttura di rete. Bisogna passare dalla media attuale di 180 giorni ad un massimo di 60: «Si tratta di effettuare una valutazione tra regole e progetti tecnici, - ha concluso Guindani - che spesso sono meno complessi di altri ma considerati alla pari, come la costruzione di un ponte».

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