Giovedì, 29 Luglio 2021
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Il Coronavirus blocca l'Italia: dalle scuole ai locali, cosa dice la legge

Pubblicato il  decreto legge varato dal governo con le misure da adottare per evitare la diffusione del Covid-19 sul territorio italiano: chi non rispetta la legge rischia fino a 3 mesi di carcere

Foto di repertorio

Dalle scuole alle fabbriche, passando per le palestre, i locali pubblici e gli uffici: l'Italia si ritrova bloccata dalla diffusione del nuovo coronavirus. Annullate anche diverse manifestazioni, i concorsi pubblici e le gite scolastiche, con il rischio carcere per chi non rispetta la legge: i trasgressori rischiano una reclusione fino a 3 mesi. Ma dove scattano queste misure? Come chiarito nel decreto legge varato dal governo ''allo scopo di evitare il diffondersi del Covid-19'', pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le misure scattano ''nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona, per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area già interessata dal contagio''.

Coronavirus, Italia bloccata

Le autorità competenti, secondo quanto stabilito dal dl, sono tenute ad ''adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all'evolversi della situazione epidemiologica''. A partire dal divieto di allontanamento da parte di tutti gli individui presenti nel comune o nell'area e, ovviamente, anche il divieto di accesso. Possono essere sospese le manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso.

Coronavirus, dagli asili ai locali: cosa cambia

Lo stop riguarda gli asili, le scuole di ogni ordine e grado, comprese le universitaria; gli studenti dovranno rinunciare anche alle gite scolastiche, sia sul territorio nazionale sia all'estero. E' prevista la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri luoghi della cultura; ma anche la chiusura di tutte le attività commerciali, esclusi gli esercizi per l'acquisto dei beni di prima necessità.

Secondo quanto prevede il decreto legge, per gli uffici pubblici scatterà la ''chiusura o limitazione'' delle attività; così come per gli esercenti attività di pubblica utilità e servizi pubblici essenziali. E in tutte le strutture che resteranno aperte (servizi pubblici essenziali ed esercizi commerciali per l'acquisto di beni di prima necessita'), l'accesso sarà ''condizionato all'utilizzo di dispositivi di protezione individuale'', cioè le mascherine, ''o all'adozione di particolari misure di cautela individuate dall'autorità competente''. La sospensione riguarda, inoltre, le procedure concorsuali per l'assunzione di personale.

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Le limitazioni comprendono anche i servizi del trasporto di merci e di persone terrestre, aereo, ferroviario, marittimo e nelle acque interne, su rete nazionale, nonché di trasporto pubblico locale, anche non di linea. Mentre per le imprese, e in generale per le attività lavorative, è prevista la sospensione. Le autorità competenti potranno adottare ''ulteriori misure di contenimento e gestione dell'emergenza''.

L'applicazione della misura della quarantena dovrà essere rafforzata, con ''sorveglianza attiva agli individui che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva'', si legge nel decreto legge. Le persone che sono arrivate in Italia, provenendo da zone a rischio epidemiologico, lo dovranno indicare al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio che, a sua volta, dovrà avvertire l'autorita' sanitaria competente per ''l'adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva''.

Coronavirus, oneri per la finanza pubblica e sanzioni

L'attuazione delle misure di contenimento, secondo quanto il governo scrive nel provvedimento, dovranno essere adottate ''senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con uno o più decreti del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri competenti per materia e delle autorità territoriali.

Il mancato rispetto delle misure per contenere il covid-19 sarà punito, secondo quanto prevede il Codice penale all'articolo 'Inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, con ''l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206''. Ovviamente ''salvo che il fatto non costituisca più grave reato'', caso in cui la punizione sarà ancora più severa. Il Prefetto avrà il compito di ''assicurare l'esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali''. Le coperture ammontano a 20 milioni di euro.

Coronavirus, italiani incollati alla tv

Il bisogno di notizie e la paura di uscire, di frequentare locali pubblici, hanno inciso profondamente sulle abitudini degli italiani, sul fronte dei loro consumi televisivi e cinematografici: nel weekend, gli incassi delle sale cinematografiche italiane sono scesi di quasi un terzo, il 29,91%, nel confronto con lo stesso fine settimana dello scorso anno. La scelta di restare davanti alla tv è cresciuta in maniera netta, in particolare nelle regioni dove maggiore è l'allarme per il coronavirus, con un picco del +7% nella prima serata in Emilia Romagna.

Nel weekend appena trascorso in ciascun minuto della giornata, in tutta Italia, secondo i dati Auditel, in media hanno guardato la tv 11.262.103 spettatori, il 2,3% in più rispetto al weekend 14-16 febbraio, ovvero 260.805 persone in più rimaste a casa. Un incremento confermato nella fascia della prima serata, quella che dovrebbe subire maggiormente la concorrenza di cinema, spettacoli in genere e incontri conviviali fuori casa: in prima serata nel weekend 21-23 febbraio 25.170.266 persone sono rimaste davanti alla tv, cioè 544.178 in più (+2,2%) rispetto al fine settimana precedente.

L'incremento di pubblico in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, sempre in termini di ascolto medio in ciascun minuto e sempre nell'ultimo weekend rispetto al precedente, supera ovviamente il dato nazionale, come dire che più si percepisce vicino il rischio del coronavirus più ci si 'arrocca' davanti alla tv: per limitarsi alla prima serata, in Lombardia il dato è un +3,6%, in Veneto un +5%, in Piemonte un +3,1%. In Emilia Romagna i valori più alti con un + 6,6% nell'intera giornata e un +7% nella prima serata.

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