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Sabato, 22 Gennaio 2022
Previsioni

Quando ci sarà il picco della quarta ondata in Italia

Decisivi per capire l'evolvere della situazione i prossimi quindici giorni di pandemia. Le previsioni degli esperti: "Tutti i segnali per temere un'ondata dopo le vacanze"

Il picco dell’epidemia è atteso tra le feste di Natale e il nuovo anno secondo molti esperti. Ma saranno decisivi per capire l'evolvere della situazione i prossimi quindici giorni di pandemia. Le variabili sono molte, e imprevedibili, a partire dai dati aggiornati del nuovo ceppo su ricoveri e ospedalizzazioni, da cui dipende la tenuta dei sistemi sanitari europei. I primi numeri "solidi" per capire i mesi che verranno arriveranno entro una settimana, dall’Inghilterra. Quando arriverà in Italia il picco dei contagi di questa quarta ondata? Da Bassetti a Pregliasco, da Galli a Crisanti, quali sono le previsioni degli esperti? L'inverno è alle porte. Cosa succederà nelle prossime settimane? 

Picco quarta ondata in Italia: quando sarà?

Le opinioni sono in parte divergenti. "E' probabile che il picco" di questa nuova fase della curva Covid in Italia "sia molto vicino, ma dobbiamo continuare su questa linea senza farsi prendere dalla paura della variante Omicron", dice Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all'ospedale Policlinico San Martino di Genova, facendo il punto della situazione epidemiologica. "Ad oggi - continua - non serve forzare nulla, come Paese abbiamo ottenuto grandi risultati in termini di vaccinazioni e quindi non servono correttivi in corsa che aumentano solo il panico delle persone. Dobbiamo essere convinti del lavoro fatto fino ad oggi perché è stato fatto molto bene".

Il picco dei contagi Covid di questa quarta ondata "si avrà con la riapertura delle scuole, nelle settimane successive al rientro dopo Natale", è la previsione che fa all'Adnkronos il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. "Un po' come per la stagione influenzale per cui ho sempre detto - ricorda l'esperto - che viaggi, baci e abbracci sono un rischio, anche per il Covid il periodo delle festività diventa il momento buono per diffondere il virus".

"Tutti i segnali per temere un'ondata dopo le vacanze"

"Ci sono tutti i segnali per temere un'ondata di infezioni da Sars-CoV-2 dopo le vacanze" di Natale. Ondata "che interesserà principalmente le persone non vaccinate, ma purtroppo anche un certo numero di persone vaccinate che non hanno risposto adeguatamente al vaccino per cui le loro difese, in determinate circostanze, non sono state sufficienti per evitare il contagio", spiega Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. "Varie agenzie internazionali, in testa l'Oms, ma anche l'Ecdc - sottolinea il medico - si sono chiaramente espresse sul fatto che si attendono momenti non particolarmente felici dal punto di vista della pandemia. E anche il nostro Governo non può che adeguarsi alla necessità di contenere il rischio". "Mi aspetto che la variante Omicron cresca rapidamente. Se davvero è più diffusiva, ci metterà poco a creare una seria situazione di contagio. E probabilmente diventerà dominante rapidamente, rimpiazzando le altre varianti e provocando una riaccentuazione della pandemia" di Covid-19. "L'abbiamo già vissuto due volte, con la Alfa e con la Delta" conclude.

"La variante Omicron è pericolosa, infetta i vaccinati, che sono protetti dal ricovero. La variante Omicron è già qui", dice il professor Andrea Crisanti a Piazzapulita. Il rischio è che si verifichi in Italia una situazione simile a quella che si vede attualmente in Gran Bretagna. "Lì presumono di arrivare a 1 milione di casi Omicron al giorno. Una settimana fa lì erano a 50mila casi al giorno, oggi sono arrivati quasi a 90mila. La variante Omicron infetta le persone che hanno fatto 2 dosi di vaccino e ha un vantaggio nei confronti della variante Delta, che viene fermata dal vaccino. Le terze dosi sono una priorità, lo dico da tempo", dice. "Bisogna diminuire le possibilità di infettarsi: i mezzi pubblici sono un problema, bisognerebbe usare la mascherina Ffp2. Poi bisogna affrontare il problema delle scuole: bisogna vaccinare i bambini, i dati che arrivano da Usa e Israele sono molto confortanti. Non è come il vaccino contro la varicella, questo vaccino può dare come effetto il mal di testa o la febbre nel 20% dei casi, ma il giorno dopo si sta bene", aggiunge. L'Italia ha superato quota 25mila contagi quotidiani. "Le persone in genere vanno in terapia intensiva 10-12 giorni dopo l’infezione, il decesso arriva a 20-25 giorni dal contagio. Noi stiamo vedendo i risultati di quello che è successo tempo fa. Siamo in una posizione di difesa, stiamo cercando di guadagnare tempo in attesa di vaccini più efficaci e di farmaci per curare la malattia. Il lockdown l’anno scorso ci ha permesso di guadagnare tempo. Ora il lockdown non è possibile, ma ci sono altre misure per guadagnare tempo", afferma.

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