Domenica, 7 Marzo 2021
Torino

Il politico della Lega che racconta l'incubo Covid: "In coma per 45 giorni e 25 chili persi"

Il consigliere regionale piemontese del Carroccio Daniele Poggio ripercorre la lotta contro il virus. È stata durissima: "Purtroppo, c’è ancora tanta, troppa gente che agisce con leggerezza, senza pensare alle conseguenze a cui potrebbe andare incontro"

Poggio in una foto con Salvini tratta dalla sua pagina Facebook

Un lungo incubo, dal quale è uscito con molta fatica. 45 giorni in ospedale. In coma nel reparto di terapia intensiva. E anche 25 chili persi. Daniele Poggio, consigliere regionale della Lega colpito dal Covid, ha raccontato pubblicamente la sua lotta contro il virus. E' stata durissima: e chiede a tutti cautela e attenzione.

In Piemonte la seconda ondata della pandemia è arrivata in ritardo rispetto ad altre zone d’Italia, ma in questi giorni sta picchiando duro. Poggio si è ammalato a marzo, quando la prima ondata era solo all'inizio.

Daniele Poggio (Lega) e la sua lotta al Covid in coma in terapia intensiva

“Sono risultato positivo al virus –racconta Poggio in un lunghissimo post sulla sua pagina Facebook– quando ancora si sapeva poco o nulla a riguardo. Leggera febbriciattola e senso di spossatezza mi hanno portato a effettuare una prima visita di controllo all’ospedale di Novi Ligure. Qualche giorno dopo, a casa, utilizzando un saturimetro, strumento che misura la quantità di ossigeno nel sangue, mi sono accorto che la situazione stava peggiorando e nel giro di pochissimo tempo mi sono ritrovato in coma nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Alessandria. Dei 45 giorni trascorsi lì non ricordo ovviamente nulla. I successivi 15 giorni li ho passati nel reparto di pneumologia, continuando le terapie e assumendo l’eparina contro i coaguli che non permettevano il passaggio dell’ossigeno dai polmoni al sangue”.

“Una volta migliorata la mia capacità di respirare – prosegue il consigliere della Lega -, sono stato dimesso e ho iniziato pian piano a tornare alla normalità. Di certo, è stato un percorso lungo, difficile e doloroso, non solo per me, ma anche per la mia famiglia. Questa malattia, oltre ai danni fisici, causa depressione e stati d’ansia, dai quali sono lentamente uscito anche e soprattutto grazie alla forza che sono riuscite a trasmettermi le persone a me vicine, che non finirò mai di ringraziare. Come non ringrazierò mai abbastanza i primari, i medici e il personale ospedaliero dei reparti di rianimazione e di pneumologia dell’Ospedale Civile di Alessandria. Il nostro ospedale è una struttura efficiente ed il reparto di rianimazione è veramente un’eccellenza sanitaria sotto ogni punto di vista. Tutti noi ci dobbiamo rendere conto della fortuna che abbiamo a poter contare su di loro”.

"Ho perso 25 chili, dall'ultima Tac cicatrici sui polmoni"

“Io ho perso in tutto 25 chili e l’ultima Tac, 10 giorni fa, ha evidenziato cicatrici sui polmoni, ma posso dire di esserne uscito. Quello che mi sento in dovere di suggerire a tutti – sottolinea Poggio – è di non sottovalutare questa malattia. Purtroppo, c’è ancora tanta, troppa gente che agisce con leggerezza, senza pensare alle conseguenze a cui potrebbe andare incontro. Il mio appello è di osservare tutte le disposizioni, stare molto attenti in qualunque situazione, indossare sempre la mascherina e rispettare le distanze di sicurezza”.

“Da medico, poi – conclude Poggio -, credo che la chiusura totale per almeno un mese sia l’unica strada per uscire dall’emergenza e cercare di ridare respiro agli ospedali. Personalmente, avrei istituito le zone rosse molto prima. Certo, chiudere comporta danni economici, che lo Stato deve necessariamente coprire con interventi a favore di attività e piccoli commercianti, ma se vogliamo bloccare il diffondersi dell’infezione non esiste altra via se non quella di restare a casa il più possibile e ridurre al minimo i contatti”.

poggio daniele covid-2

Un'immagine postata da Poggio su Facebook

In Piemonte sono 4.787 i nuovi casi di coronavirus nel bollettino più recente, di cui 2.100, il 44%, asintomatici a fronte di un numero record di tamponi processati, che sono stati 24.901. Il totale delel vittime in Piemonte è salito a 4.903.

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