Domenica, 9 Maggio 2021

"La variante inglese è al 60%, serve un lockdown di 2-3 settimane"

Parla Massimo Andreoni, primario di Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma: "In questa fase inseguire la pandemia è pericoloso, dovremmo essere più rigidi"

Massimo Andreoni. Foto MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

 "Certamente il lockdown è il sistema migliore in assoluto per controllare un'epidemia: chiudendo 2-3 settimane si porta il numero di casi il più basso possibile e, a quel punto, puoi tornare a fare il contact tracing più facilmente rispetto a quando hai 20mila nuovi casi al giorno". Lo dice il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali e primario di Malattie Infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma, intervenendo oggi in diretta al programma radiofonico 'Gli inascoltabili' in onda su Nsl Radio.

"La scelta che è stata fatta in Italia e' stata quella d'inseguire la pandemia - ha proseguito Andreoni - man mano che si diffonde chiudiamo un po' di più, se poi l'epidemia va un pochino indietro noi apriamo un po' di piu'. Questo può essere un sistema per gestirla, ma in questa fase è pericoloso perche' permette al virus di variare maggiormente con varianti, come quella brasiliana e inglese, che rispondono gia' un po' meno al vaccino". Mentre fino a poco tempo fa poteva questo sistema poteva essere "accettabile", aggiunge quindi Andreoni, in questo momento "sta diventando pericoloso. Se si generasse una variante resistente ai vaccini e' vero che abbiamo la tecnologia per adattare i vaccini, ma questo vuol dire anche aver reso inutili 5 milioni di vaccini fatti fino adesso e dover ripartire tutto da capo. In questo momento - ha infine concluso - dovremmo essere più rigidi".

"Il mio tono di preoccupazione rispecchia quello che sento" dice ancora Andreoni. "Per la variante inglese siamo arrivati al 60% di presenza fra tutti gli isolati in Italia. Ci aspettavamo una variante del virus che prendesse il sopravvento sulle altre varianti che stanno circolando e questo ha corrisposto a un aumento dei nuovi casi. Questo vuol dire anche che nuovamente gli ospedali, soprattutto al nord e al centro, si stanno nuovamente riempiendo, così come le terapie intensive. E questo ci preoccupa".

 "Il virus tende già a mutare e acquisire nuove caratteristiche, nel caso inglese con una maggiore trasmissibilità- ha proseguito Andreoni- quello che dobbiamo evitare è che il virus, in queste trasformazioni, acquisisca la capacità di essere piu' resistente ai vaccini. E questo puo' accadere in un momento in cui noi stiamo iniziando a vaccinare, ma non vacciniamo un numero sufficiente di persone in maniera molto rapida".

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