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Martedì, 21 Marzo 2023
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Dopo Berlino e Barcellona, anarchici in azione a Torino e Roma: chi è Alfredo Cospito

Il ripetitore incendiato nel capoluogo piemontese e la manifestazione nella capitale ultimi atti di una mobilitazione europea a sostegno del 56enne, in sciopero della fame per protesta contro il 41 bis

Dopo Berlino e Barcellona, anche a Torino si sarebbe registrata un'azione riconducibile alla campagna lanciata dal fronte anarchico in solidarietà ad Alfredo Cospito, il 56enne che sta conducendo uno sciopero della fame per protestare contro il regime di 41 bis cui è sottoposto in carcere. Secondo quanto riportano i carabinieri del capoluogo piemontese, un traliccio denominato "Torre Bert", utilizzato come ponte ripetitore da diverse società, è stato dato alle fiamme. Sul posto è stata rinvenuta la scritta "Fuori Alfredo Cospito dal 41bis".

Salgono dunque a tre i probabili attacchi legati alla vicenda di Cospito avvenuti nelle ultime ore, dopo gli atti di vandalismo al consolato italiano di Barcellona (vetrata infranta e muri imbrattati) e l'incendio dell'auto di un funzionario dell'ambasciata italiana di Berlino. Questi eventi dovrebbero concludere una "chiamata internazionale all'azione" lanciata nelle scorse settimane via web sui siti riconducibili alla galassia anarchica per ribadire la solidarietà all'anarchico torinese.

La campagna, nelle intenzioni dei proponenti, doveva durare dal 22 al 28 gennaio. A Roma, nel corso di una manifestazione degli anarchici si sono registrati scontri con la polizia. Un agente sarebbe stato ferito alla testa nei pressi di piazza Trilussa.

Chi è Alfredo Cospito

Dallo scorso 20 ottobre Alfredo Cospito, in carcere da 10 anni con la l’accusa di strage contro la pubblica incolumità, ha smesso di mangiare, dando inizio a uno sciopero della fame che oggi tocca il 42esimo giorno. Una protesta contro il regime carcerario del 41 bis, che ha portato Cospito a perdere fino a 20 chili, come testimoniato la scorsa settimana dalla dottoressa Milia, incaricata dall'avvocato difensore Flavio Rossi Albertini di verificare le sue condizioni di salute.

Nato a Pescara nel 1967, Cospito è detenuto nel carcere di Bancali, a Sassari, ed è stato ritenuto responsabile di aver piazzato, tra il 2 e il 3 giugno del 2006, due ordigni a basso potenziale presso la Scuola allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, la cui esplosione non ha causato vittime. Nonostante questo, lo scorso luglio la Cassazione ha riformulato l'accusa ai danni del detenuto in strage contro la sicurezza dello Stato, un reato che prevede anche l'ergastolo ostativo, il cosiddetto "fine pena mai". Dopo sei anni passati in regime in alta sicurezza, lo scorso aprile le sue condizioni detentive sono peggiorate con il passaggio al regime del 41 bis. Il cosiddetto "carcere duro", introdotto nel 1992 per contrastare la criminalità organizzata, prevede una serie di restrizioni che impediscono il contatto del detenuto con gli esponenti della criminalità all'esterno del carcere. A motivare il passaggio di Cospito al 41 bis sono stati proprio i suoi scambi epistolari avvenuti negli ultimi 10 anni con anarchici e riviste del settore. Inoltre, il reato contestato a Cospito, strage contro la sicurezza dello Stato, rappresenta una dei più gravi del nostro ordinamento, a cui non si è fatto ricorso neanche in casi di stragi con mafiose con diverse vittime. 

I giudici di Torino hanno ritenuto che in questo dietro questo fitto scambio ci fosse un nucleo organizzato, qualificando la Fai, Federazione anarchica informale, come una vera e propria organizzazione. Come ricordato dal suo avvocato a Radio Radicale, nel passaggio al 41 bis, definito "ingiustificato", Cospito ha perso diverse garanzie, dalla palestra alle letture, fino alle quattro ore d'aria al giorno: "Tutto questo è scomparso senza che sia intervenuto nulla di evidente che possa giustificarlo. Cospito ritiene insopportabile questa situazione: la prospettiva è quella di restare in un carcere, con l’ergastolo ostativo, fino alla morte. Ha intrapreso questo sciopero della fame perché è il solo strumento di protesta che ha a disposizione e perché ritiene che non valga la pena vivere in queste condizioni".

La prossima udienza

Ieri è arrivata la notizia che la prossima udienza in Cassazione sul ricorso presentato dalla difesa di Cospito si terrà il 7 marzo, L'avvocato Flavio Rossi Albertini aveva depositato un'istanza per chiedere di anticipare l'udienza a causa delle condizioni di salute dell'anarchico. Cospito ha perso 40 chili. Il medico curante Angelica Milia è stata chiara: "Il 20 aprile (la data finora prevista, ndr) Alfredo sarà morto. Un'attesa così lunga non è compatibile con le condizioni fisiche di Alfredo".  

Nelle scorse ore, secondo quanto riportato dal medico, Cospito è caduto ed è stato curato in una clinica di otorinolaringoiatria per ridurre una frattura scomposta alla base del naso. "Ma ha perso molto sangue ed è debole. Ha difficoltà ad avere una normale termoregolazione corporea", ha dichiarato il medico.

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