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Venerdì, 14 Giugno 2024
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"Grandina, i tulipani non ci sono più. È finita": l'agricoltore in lacrime commuove tutti

Fa il giro del web la commozione di Giuseppe Savino, disperato per la perdita dei fiori a seguito dell'improvvisa ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Puglia. E sui social scatta la gara di solidarietà per aiutare il floricoltore

La grandine si abbatte con violenza sui tulipani, distruggendoli inesorabilmente, e Giuseppe Savino, imprenditore che in quel campo a Foggia ha investito tempo e denaro, piange a singhiozzo e dice: "Sta grandinando, i tulipani non ci sono più, è finita, è finita, non ci sono più". È quanto si vede in un video realizzato e pubblicato sui social dallo stesso imprenditore, che sta commuovendo il web.

Ad aprile era in programma un evento per visitare il campo di tulipani e in tanti adesso scrivono tra i commenti: "Non vogliamo il rimborso, quel denaro può servire per ripartire, aiutiamo Giuseppe". Altri propongono di "fare una donazione" o di "lasciare la vendita dei biglietti aperta: compriamoli lo stesso e aiutiamo Giuseppe". E c'è chi lascia un messaggio di speranza: "Coraggio, non mollate, riaprite la vendita dei biglietti a prescindere da tutto ciò. Tutto ritornerà a splendere, la grandine avrà reciso dei fiori, ma non può fermare la primavera".

Sulla pagina Facebook Cascina Savino si legge: "Nel pianto e nello sconforto ho continuato a leggere i messaggi che arrivano da ciascuna/o di voi e il bene che si è creato intorno a questo campo è, ed è stato, davvero enorme, ci sentiamo contadini amati. Tutte le persone che hanno acquistato il biglietto per la raccolta dei 4 tulipani di Puglia avranno in automatico il rimborso (nei tempi previsti: 7/10 giorni lavorativi). Tutte le scuole che hanno inviato anticipi idem, idem per chi aveva prenotato shooting etc. La prima cosa di cui mi sono premurato senza neanche asciugarmi i capelli dopo la grandine è stata questa. Sono felice che dal sito Clappit abbiamo inteso procedere nelle prossime ore al rimborso dei ticket, grazie anche a loro e a Deborah per l'umanità dimostrata".

"Molti ci stanno chiedendo di sostenerci e vi diciamo con sincerità che non era la prima cosa a cui avevamo pensato, non perché non ne avessimo bisogno, ma perché quando ami ti preoccupi di ciò che ami, delle persone in primis, dei fiori, poi del resto - scrivono i floricoltori Savino - . Il grosso dispiacere è di non vedervi qua, la gioia dei bambini, il sorriso dei genitori, le foto delle coppie innamorate. Sapete quante coppie si sono promesse amore eterno nei nostri campi? Tante. Tutto questo ha un enorme valore, e dà finalmente senso al nostro sudore. Nostro padre ha coltivato per una vita i campi in solitudine e di "grazie" ne ha ricevuti davvero pochi. In questa agricoltura quando perdi, perdi due volte: una è il raccolto, l'altra l'accoglienza".

"Per questo penso che faccia male di più e non me ne vogliano i colleghi/amici contadini, siamo sempre vicini alle difficoltà altrui, ma in quello che stiamo provando a fare oltre che la terra si coltivano cuori, proviamo a prenderci cura della terra e delle persone che vengono qui. È un doppio sacrificio che porta finalmente pienezza al nostro lavoro - continuano i floricoltori -. E il fatto che questa esperienza nasca ai margini di una città ferita dovrebbe far riflettere perché la nostra terra ha tanto bisogno di persone "per il bene" e noi ne abbiamo incontrate tante. Come dicevo, molti ci hanno scritto per sostenerci, la cifra che abbiamo inserito è "simbolica", le spese affrontate sono molte di più. Se vorrete sostenerci noi ve ne saremo grati".

"Da domani proveremo a vedere cosa rimane del campo che già aveva avuto problemi per via delle alte temperature e dei patogeni che si erano creati, poi la grandine ha dato il ko. La prima azione che vorremmo intraprendere, se il campo ci restituisce dei fiori, si chiama dono. Se tutto questo dolore può servire a donare colore dove c'è altra e alta sofferenza noi ci siamo. Vi teniamo aggiornati. Qui il link per sostenere un sogno condiviso. Anche una condivisione può essere d'aiuto", conclude la Cascina Savino.

La raccolta fondi - Il nostro campo di tulipani di Puglia non c'è più

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