Mercoledì, 28 Luglio 2021
Germania

Foto osé, Soros e accuse di plagio: così la leader dei Verdi tedeschi sta perdendo la corsa al dopo Merkel

Ad aprile Annalena Baerbock era in testa ai sondaggi. Ora insegue a distanza. Fatale l'ingenuità commessa nel suo libro-manifesto

La sua elezione a leader del fronte ecologista l'aveva proiettata in testa ai sondaggi per la corsa alla cancelleria. E, come si conviene, aveva pubblicato anche un libro-manifesto per presentare il suo programma per la Germania del dopo-Merkel. Ma adesso, proprio quel libro potrebbe complicare il sogno di conquistare lo scranno più alto del governo di Berlino. Già, perché Annalena Baerbock, candidata dei Verdi tedeschi allo scranno più alto del governo di Berlino, ha amesso di aver "dimenticato" di citare le fonti di ampie parti del suo libro, che, senza i giusti riferimenti, sembravano usciti dalla sua penna. Una dimenticanza che ha provocato polemiche in patria, tanto più dopo che alcuni avevano fatto le pulci al suo curriculum pubblico, scoprendo che era stato quantomeno gonfiato. 

Le accuse di plagio

Accuse non certo gravi, ma che sono bastate in poco tempo a far perdere ai Verdi tedeschi ben 10 punti nei sondaggi: dalla vetta raggiunta ad aprile, dove erano attestati al 28%, sono scesi a poco sotto il 19%, lontani dai due principali avversari, i socialdemocratici guidati da Olaf Scholz e la Cdu  di Armin Laschet. E le elezioni sono ormai alle porte: a settembre, dopo un ventennio di dominio incontrastato, Angela Merkel cederà per la prima volta lo scettro a un nuovo cancelliere (o cancelliera).

Le polemiche erano iniziate a seguito di un post del ricercatore austriaco Stefan Weber, che ha identificato diversi passaggi nel libro di Baerbock, "Ora. Come rinnovare il nostro Paese", che erano stati presi direttamente da varie fonti senza un'adeguata attribuzione. "Il plagio testuale non è eticamente corretto", ha scritto Weber, "e se guardi da vicino, ci sono molteplici violazioni del copyright". Tra le fonti da cui Baerbock ha copiato senza attribuzione ci sono la rivista tedesca Spiegel, il quotidiano Tagesspiegel e l'Agenzia federale per l'educazione civica, un ente governativo.

Politica e plagi

Dopo che di Verdi avevano goffamente difeso la loro leader dagli attacchi, è stata la stessa Baerbock a dichiarare al quotidiano Süddeutsche Zeitung di aver deliberatamente utilizzato fonti pubblicamente disponibili, soprattutto quando si riferiva ai fatti, e di essere stata poco accurata per via della fretta di mandare in stampa il livro-manifesto. "Ma prendo sul serio le critiche", ha aggiunto Baerbock. "Guardando indietro, sarebbe stato sicuramente meglio se avessi lavorato con un elenco di riferimenti".

La questione dei plagi dei politici è diventato un tema delicato in Germania dopo che una ministra è stata costretta alle dimissioni per aver copiato larghe parti della sua tesi di dottorato. E anche l'attuale presidente della Commissione europea ed ministra della Difesa tedesca, Ursula von der Leyen, è stata sfiorata da simili accuse. Ma la differenza tra questi casi e quello di Baerbock è che la leader dei Verdi ha scritto un libro, e non una tesi di laurea o di dottorato. Anche gli avvarersari politici hanno ammesso che la polemica è stata eccessiva. Il ministro degli Interni Horst Seehofer, esponente dei conservatori, ha difeso Baerbock, sottolineando come la leader ecologista non abbia commesso alcun illecito: "Questa non è una tesi di laurea, non c'è obbligo di citare ogni fonte", ha detto. "Non è raro che i passaggi dei libri assomiglino a parti di articoli di giornale", ha aggiunto. 

La leader sotto attacco

Tra chi si è schierato al fianco di Baerbock c'è anche chi sottolinea come la donna sia stata oggetto di attacchi sessisti fin dall'inizio edella campagna elettorale. Il sociologo Rolf Pohl ha dichiarato a Dw che negli attacchi a Baerbock vede "riferimenti ricorrenti al suo aspetto, alla sua vita familiare. È diventata il bersaglio di una vasta gamma di pregiudizi e persino di insulti antisemiti", ha spiegato. Gli attacchi antisemiti sono arrivati dopo che sui social sono comparse foto delle leader dei Verdi al fianco del magnate George Soros, immagini che hanno saldato le critiche da destra a Baerbock per le sue posizioni sui migranti. La donna è stata anche accusata di essere finanziata da Soros, una fake news ampiamente smentita dai fact checker. 

Ma gli attacchi via social non si sono limitati all'ambito politico o religioso: foto di una giovane Baerbock nuda o quasi sono state diffuse sul web, accompagnate da commenti sessisti. Il tutto a far da corollario all'accusa velata mossa fin dal principio della campagna elettorale dai suoi avversari, ossia l'essere giovane e inesperta. 

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