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Domenica, 16 Gennaio 2022
Verso i nuovi colori

La zona arancione da lunedì 10 gennaio (con lo spettro della zona rossa)

Dopo mesi, passato il weekend dell'Epifania che segna la fine delle Feste, il Paese tornerà probabilmente a tingersi almeno in parte del colore "intermedio": ecco cosa cambierà in concreto e dove. Per l'Europa Italia tutta in rosso scuro tranne la Sardegna

Mentre si chiariscono ora dopo ora le date della stretta in arrivo con obbligo vaccinale per over 50 e super green pass sul lavoro ovunque, appare sempre più chiaro che il sistema a colori ha sempre meno senso in Italia: zona bianca, gialla e arancione sono quasi completamente identiche. Per chi è vaccinato, non cambia nulla nel caso si viva in una regione in zona bianca, gialla o arancione. 

Zona arancione dal 17 gennaio e l'incognita zona rossa a febbraio: i nuovi colori delle regioni

In base alle disposizioni nazionali in vigore oggi, le regioni sono suddivise in queste fasce (ancora per poco).

  • zona bianca: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta;
  • zona gialla: Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Le regioni a rischio zona arancione 

Da lunedì 10 gennaio 2022 non scatta la zona arancione per alcuni territori, a differenza di quanto pareva inevitabile fino a pochi giorni fa.

Secondo l'ultimo monitoraggio Agenas, i posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti con Covid-19 restano stabili al 15% a livello nazionale ma crescono in 10 regioni in 24 ore: Campania (raggiungendo il 9%), Emilia Romagna (16%), Friuli (17%), Lazio (19%), Puglia (8%), Sicilia (14%), Toscana (16%), Umbria (13%), Valle d'Aosta (15%), Veneto (20%). Il tasso è stabile, ma oltre la soglia del 10%, in Abruzzo (13%), Calabria (15%), Liguria (21%), Lombardia (15%) Marche (21%), PA di Trento (24%), Piemonte (19%), Toscana (15%). In calo nella PA di Bolzano (18%).

Cosa succede dunque? La Liguria era quasi certa del passaggio in zona arancione (resta gialla un'altra settimana). Calabria e Piemonte rischiavano (restano gialle). Marche e provincia di Trento dovrebbero restare in zona gialla per il numero di pazienti Covid in area medica (ricoveri ordinari) sotto la soglia dell'arancione. Calabria e Valle d'Aosta, al contrario, resteranno o passeranno in zona gialla per il numero di pazienti Covid in terapia intensiva sotto la soglia dell'arancione. Aosta ha numeri già da zona rossa per quel che riguarda i ricoveri ordinari.  Toscana, Abruzzo, Emilia-Romagna e Valle d'Aosta passeranno in zona gialla lunedì prossimo. L'incidenza dei casi con la variante Omicron è fuori controllo, da zona arancione/rossa in tutta Italia. 

Per mesi è stato "semplice" prevedere con qualche giorno di anticipo i cambi di colore delle regioni perché ci si basava sui dati del martedì, come prassi. Da qualche settimana il ministero pare invece prendere come riferimento i dati del giovedì per le ordinanze operative dal lunedì seguente. L'ufficialità del cambio colore arriverà in ogni caso solo domani. Visto che molte regioni sono in bilico e visto che dagli ospedali non arrivano segnali positivi, nulla vieta che siano i dati di domani pomeriggio a cambiare le carte in tavola. Il ricercatore Vittorio Nicoletta su Twitter ricorda inoltre che la Cabina di Regia "ha più volte suggerito di adottare misure relative a un colore quando una Regione/PA è vicina a entrarci ma ancora non ha superato una delle tre soglie. Al momento tale suggerimento non è mai stato applicato". Forse accadrà per la prima volta domani.

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Grafico fonte Twitter/Nicoletta

Cosa cambia davvero zona bianca, gialla e arancione

In zona bianca e gialla chi non ha un Super Green Pass ha le stesse limitazioni. In zona arancione rispetto alla zona gialla qualcosina cambia: serve il Super Green Pass per comprare lo skipass, per i negozi nei centri commerciali nei festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi), per cenare al ristorante (anche in albergo) anche all'aperto, per le piscine all'aperto, per gli spogliatoi delle palestre, per fare sport di contatto al chiuso e all'aperto, per tutte le feste nei locali dopo cerimonie, per accedere a centri culturali, centri sociali e ricreativi all'aperto. Ma il nuovo decreto-legge del 29 dicembre dal 10 gennaio applica anche alla zona bianca e gialla l’obbligo di certificato "super" per queste attività, tranne in due specifici casi: l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (esclusi alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi) e l'acesso agli spogliatoi.

Per moltissime altre attività serve il Super Green Pass in zona bianca, gialla, arancione: non ci sono differenze col sistema a colori. In zona arancione gli spostamenti dal proprio comune con oltre 5mila abitanti con mezzo proprio verso altri comuni o fuori dai confini di Regione/PA richiedono green pass semplice, oppure motivi di lavoro, necessità, salute, o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Invece non vi è alcun limite di spostamento in zona gialla. La differenza principale rimasta in piedi tra zona bianca-gialla e quella arancione è dunque la regola degli spostamenti al di fuori del proprio comune per i non vaccinati (che possono comunque uscire dal comune, per lavoro, per il vasto e mai chiarito fino in fondo campionario di "necessità", e motivi di salute). Davvero differenze risibili.

Incubo zona rossa

E' la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattano le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. L'unica regione che all'orizzonte intravede la zona rossa è la Valle d'Aosta: già oggi supera le soglie della zona rossa per incidenza e posti letto occupati nei reparti ordinari. Ma il bassissimo numero di ricoveri in terapia intensiva allontana per tutto gennaio lo scenario. Il fatto che in tutte le regioni i ricoveri aumentino con ritmi molto diversi rispetto alle altre ondate, allontana ovunque la zona con più restrizioni. Il picco di casi è atteso tra 10-15 giorni.

Si finisce, lo ricordiamo, in zona gialla con incidenza oltre i 50 casi ogni centomila abitanti, 15 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari, e 10 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive Covid. Per la zona arancione, incidenza superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 30 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 20 per cento nelle terapie intensive. Per la zona rossa, incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive.

Mappa europea: Italia tutta in rosso scuro tranne la Sardegna

Italia tutta in rosso scuro tranne la Sardegna che resta in rosso come nei dati della scorsa settimana. E' quanto si vede nelle mappe aggiornate del Centro europeo per il Controllo e la Prevenzione delle malattie sulla situazione dei contagi Covid in Europa. Rispetto al 30 dicembre quindi passano dal rosso al rosso scuro (tonalità che determina il massimo rischio contagi secondo l'Ecdc) Sicilia, Calabria, Abruzzo e Basilicata, Molise e Puglia.

Tale mappa non viene presa in considerazione dai decreti italiani nella classificazione di zone bianche, gialle, arancioni e rosse ed è del tutto indipendente dalle restrizioni applicate in Italia. Viene però utilizzata da altri paesi Europei per decidere quali visitatori stranieri devono essere sottoposti a Green pass, tamponi o quarantene. I colori della mappa dipendono da due parametri: il numero di contagi per 100mila abitanti nei precedenti 14 giorni e il tasso di positività ai tamponi per coronavirus, secondo quanto comunicato dai diversi Paesi europei.

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