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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca Frosinone

Omicidio Alatri, escalation di violenze: minacce di morte all'avvocato dei buttafuori

Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, i due ragazzi fermati per l'omicidio di Emanuele Morganti, sono stati posti in regime di isolamento nel carcere romano di Regina Coeli per il rischio di ritorsioni dopo le minacce rivolte da parte di altri detenuti

TECCHIENA (Frosinone) - Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, i due ragazzi fermati per l'omicidio di Emanuele Morganti, il giovane massacrato di botte ad Alatri, sono stati posti in regime di isolamento nel carcere romano di Regina Coeli. La decisione è stata presa per il rischio di ritorsioni e minacce nei confronti dei due ragazzi da parte di altri detenuti.

Intanto in un video, postato sulla sua pagina Facebook, Lello Fiorillo, un frusinate con vicissitudini giudiziarie da tempo residente all'estero, ha minacciato apertamente l'avvocato Giampiero Vellucci, difensore dei tre buttafuori coinvolti nelle indagini sull'omicidio di Emanuele Morganti.

"Sei un infame, difendi gli infami per la gloria. Nel 1990 hai difeso un infame che ha ucciso il padre di quattro figli - afferma più volte Fiorillo nel video - Devi ringraziare Dio che sono fuori, all'estero. Per me quegli assassini non devono stare in carcere, devono stare fuori, per capire come si muore massacrato". 

Fiorillo, poi, invita i ragazzi di Tecchiena a formare un gruppo di informazione per divulgare la legalità nelle discoteche.

"I buttafuori debbono essere padri di famiglia e non balordi. I buttafuori devono mettere pace e non massacrare - prosegue ancora -. Io andrei a parlare con tutti i gestori dei locali della provincia di Frosinone per vedere chi di loro ha buttafuori in regola. Nessuno. I balordi non possono difendere i nostri figli". Lello Fiorillo conclude il video riferendosi nuovamente all'avvocato Vellucci: "Ti minaccio in diretta, mi faccio arrestare".

I presunti assassini di Emanuele Morganti sono in cella di isolamento ma la rabbia ad Alatri non accenna a placarsi. Tanto che i familiari di uno degli indagati sono dovuti andare via dopo che l'auto di un parente dei fermati è stata bruciata. Ieri un gruppo di amici della vittima ha cercato di stanare gli indagati a piede libero per "farsi giustizia" ma ne è nata una rissa con alcuni abitanti che li hanno fermati.

In serata a Tecchiena centinaia di cittadini hanno partecipato alla fiaccolata organizzata per commemorare il ventenne pestato a  sangue nella notte tra venerdì e sabato e morto dopo oltre un giorno di agonia al policlinico Umberto I di Roma.

LE INDAGINI

Per il Procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, ad armare le mani di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, in quei 15 interminabili minuti di violenza, forse è stata una volontà di controllo del territorio, la volontà di mostrare a tutti "chi comanda". Una volontà annebbiata probabilmente da un mix di cocaina e alcol.  

Sette gli indagati. I due fratellastri sono i primi due identificati dai carabinieri come alcuni dei responsabili del pestaggio: in tutto restano sette indagati, compresi i buttafuori che, anziché sedare gli animi, secondo testimonianze a verbale, hanno preso parte alla rissa. Emanuele, dopo la lite nel locale, è stato vittima di due pestaggi in due momenti differenti e alcuni suoi amici, in particolare  uno, ha tentato di difenderlo. Inutilmente.

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