Sabato, 17 Aprile 2021
Morti sul lavoro

Klodian aveva 21 anni: è "morto per l'Expo"

Klodian Elezi lavorava al cantiere della Teem, per la futura tangenziale esterna di Milano. Uno dei tanti lavori in corso per il grande evento che va avanti a ritmo serrato. La società per cui lavorava è coinvolta nelle indagini sulla 'ndrangheta in Lombardia

E' polemica sulla morte di Klodian Elezi, il 21enne morto sui cantieri della Teem, che sta costruendo la futura tangenziale esterna di Milano. Per lui non c'è stato nulla da fare: è caduto da un ponteggio che stava smontando facendo un volo di oltre dieci metri. Il giovane era un dipendente della Iron Master di Bergamo, e stava lavorando all'imbocco di una galleria nei pressi del futuro casello di Pessano con Bornago. Dalle prime ricostruzioni non avrebbe avuto l'imbracatura di sicurezza. E' il primo incidente mortale nei tre anni di lavori al cantiere che sta lavorando a ritmi serrati con l'obiettivo di inaugurare il nuovo tratto stradale prima dell'apertura di Expo2015, prevista per il primo maggio.

LA VITTIMA - Di origini albanesi, Klodian era in Italia da tanti anni. Cresciuto a Chiari, in provincia di Brescia, in paese lo conoscevano in tanti: giocava a calcio negli Young Boys, che nella partita successiva alla sua morte lo hanno ricordato con un minuto di silenzio. La salma tornerà in Albania, dove si svolgeranno i funerali.

LA POLEMICA - Sulla morte è scattata la polemica: "Klodian Elezi è morto per garantire l'inaugurazione di una galleria nei pressi del futuro casello di Pessano con Bornago, che va inaugurata per l'Expo, perché sarà la prossima futura tangenziale esterna milanese.Un morto di Expo, volato giù come una mela, impiegato in un cantiere ora posto sotto sequestro e da cui son subito sbucate molte irregolarità, tra cui in primis l'assenza dell'imbracatura di sicurezza, che avrebbe permesso a Klodian di assaporare questa primavera e tante altre" si legge su infoaut.org.

LAVORI "IN FRETTA" - In queste ultime settimane i lavori ai cantieri aperti in vista di Expo 2015 fremono e i ritmi dei lavoratori sono sempre più serrati. L'idea è quella di arrivare il "più pronti possibile" all'inaugurazione, prevista per il primo maggio.

UN CANTIERE SOTTO LA LENTE DELL'ANTIMAFIA - Proprio il cantiere dove lavorava Klodian era finito sotto la lente dei magistrati nell'inchiesta sulla 'ndrangheta in Lombardia che ha portato all'arresto di 13 persone, compreso un ex consigliere comunale del Pd di Rho, la città dove sorgono i cantieri del grande evento. La società che avrebbe acquisito l'appalto (Skavedil) era riconducibile a Giuseppe Galati, presunto boss finito in manette. L'impresa possedeva "la certificazione antimafia e così aveva concluso un affare di 450mila euro", come spiegato dal procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini.

Secondo le indagini Galati, già detenuto per traffico di stupefacenti, avrebbe "continuato a gestire dal carcere, attraverso alcuni familiari, due società operanti nel settore edile, titolari tra l'altro di alcuni subappalti in alcuni cantieri della Teem", si legge in una nota degli inquirenti. I reati contestati sono di partecipazione ad associazione mafiosa, importazione e detenzione abusiva di armi da fuoco.

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